VEGLIA D’ARMI

Sabato 20 Marzo il Noviziato e il Clan/Fuoco si sono ritrovati in piazza con destinazione Cavaso rimasta segreta fino alla partenza. Giunti al luogo stabilito un canto “Andate per le strade” e letto un passo del Vangelo, Eliseo e Myriam hanno inviato i membri del Clan/Fuoco a cercare qualcuno che desse loro ospitalità per la notte, in cambio di qualche aiuto in casa: il tanto temuto Hike.

A noi ragazze del Noviziato, invece, attendeva un’attività ben diversa. Incamminate verso la sede del MASCI di Caniezza, abbiamo meditato lungo il tragitto sul posto che abbiamo riservato a Dio in questi ultimi anni, e su quanto gli Scout abbiano influenzato la nostra fede. Lungo la strada abbiamo avvistato i nostri compagni del Clan/Fuoco e per fortuna qualcuno aveva già trovato una casa in cui pernottare.

Giunti a destinazione abbiamo fatto un gioco dell’oca più animato del solito. Girovagando dentro e fuori per tutta la casa, affrontando piccole e grandi prove per ogni casella. Lo scopo, una volta giunte alla fine, era di farci capire che il nostro cammino non sarebbe finito con la salita al Clan/Fuoco del giorno successivo, ma che sarebbe stato un nuovo punto di partenza.

Finito questo momento di svago abbiamo cenato con abbondante insalata di riso (visto che erano ospiti i Capi), torta salata… e soprattutto una favolosa torta al cioccolato! Il nostro pensiero andava anche ai nostri compagni che si erano avventurati per l’Hike, tentando di immaginare come avrebbero passato la notte nei vari posti ospitati. Finita la cena è iniziata la veglia in stile RYS, in cui abbiamo riflettuto sull’importanza di questi mesi in Noviziato, l’importanza della Fede e sul cammino che ci attenderà entrando a far parte del Clan/Fuoco.

Il mattino seguente dopo aver fatto colazione, esserci preparate e aver ripulito la sede, ci siamo dirette alla chiesetta di San Martino, in cui abbiamo trovato il Clan/Fuoco, Irene e Don Luca ad aspettarci. I ragazzi/e del Clan/Fuoco reduci dall’Hike raccontavano una storia più divertente e interessante dell’altra. Qui agitate e un po’ansiose per ciò che ci attendeva ci siamo preparate per la cerimonia di salita al Clan. Abbiamo inizialmente composto un puzzle, che ritraeva attività fatte dai componenti del Clan e da noi del Noviziato, per indicare l’unione e l’inizio di un nuovo cammino assieme, ora siamo Scolte a tutti gli effetti.

È seguita poi la S.S. Messa celebrata da Don Luca, ed infine è arrivato il momento di firmare la Carta di Clan, impegnandoci a rispettarla e a utilizzarla come punto di partenza per questo nuovo cammino.

Ringraziamo la comunità di Cavaso, la sede del MASCI che ci ha ospitate, e la disponibilità di Don Luca.

Alice, Anna, Greta, Irene, Silvia - “ex Noviziato” Fenice Loreggia 1

2015032021 Salita N FCC 20

…. E LI MANDO AD ANNUNZIARE IL REGNO DI DIO

La nostra avventura è iniziata sabato 21 marzo.

Alle 15:30 ci siamo ritrovati in piazza a Loreggia carichi e pronti per quella che credevamo una comune uscita. Ma quale è stata la nostra sorpresa quando, una volta arrivati a Cavaso, i nostri capi ci hanno annunciato con entusiasmo che l'attività prevista era l'Hike. In pratica ognuno di noi doveva partire e cercare ospitalità per la notte in cambio di un aiuto in casa.

Stupore, confusione, imbarazzo. Ecco cosa si leggeva nei nostri occhi mentre Eliseo pronunciava la parola “HIKE”, e poi assieme ascoltavamo il vangelo della Missione degli Apostoli di Gesù, e successivamente i nostri cellulari venivano sigillati. Ma per fortuna c'era anche Myriam, che ha voluto aiutarci consegnandoci una cartina dove era indicato il punto e l'orario di ritrovo per il giorno seguente: la chiesetta di San Martino, località Castelcies alle ore 10,00. Ma la bontà dei capi non ha limite! Ci è stata infatti consegnata anche una BUSTA DI EMERGENZA da aprire in condizioni estreme (per esempio se alle 21:00 vagavamo ancora senza meta per “Valcavasia”...).Questa era la sorte di noi ragazzi/e del Clan/Fuoco. Alle donzelle del Noviziato era riservato un programma speciale (in preparazione alla loro ufficiale salita al Clan/Fuoco del giorno seguente), composto da Deserto, Veglia, verifica dei mesi trascorsi e tanti dolci dolciosi da gustare mentre i Rover e le Scolte continuavano a cercare un alloggio.

Ma alla fine il momento di gloria arriva per tutti! E così qualcuno si è ritrovato a fare festa con gli Alpini di Caniezza, qualcun’altro è stato accolto in una gioiosa famiglia (di ex scout), altri ancora hanno avuto il piacere di addormentarsi di fronte al fuoco di un caminetto in un'accogliente taverna e infine c'è chi ha avuto l'onore (e la fortuna), di soggiornare ospite in una lussuosissima camera di un agriturismo del posto.

Insomma, nonostante l'imbarazzo nel chiedere ospitalità, i rifiuti di chi non poteva/voleva accoglierci, tutti abbiamo trovato un posto in cui passare la notte. Questo è stato possibile grazie alla presenza di alcune persone che si sono fidate di noi e con generosità e gratuità ci hanno aiutato e aperto le loro case senza conoscerci. Persone che hanno fatto la differenza davanti all'indifferenza di molti e che ci sentiamo in dovere di ringraziare ancora di cuore. GRAZIE.

Domenica mattina alle ore 10,00, spaccando il secondo con la forcola in mano, finalmente è arrivato Dario (dato per disperso) e tutti assieme: Clan, Noviziato e Capi abbiamo iniziato quella che è la parte più importante dell'uscita: l’accoglienza del Noviziato e la firma della Carta di Clan. Siamo stati accolti dai Irene con the caldo biscotti e con un gesto particolare: la lavanda dei piedi. Si, i capi hanno voluto farci capire che il mandarci in Hike, per prepararci degnamente alla Firma della Carta di Clan, è un grande gesto di fiducia nei nostri confronti e lavandoci i piedi dimostrare che le prove a cui ci sottopongono sono per farci maturare provando a “vivere” il Vangelo.

Con la bellissima coreografia della chiesetta di San Martino è iniziata la cerimonia di accoglienza ufficialmente dell'ormai ex-Noviziato, unendo anche materialmente, i pezzi della storia del Clan/Fuoco a quelli del Noviziato fino a creare un fantastico puzzle, pronti a continuare assieme il nostro cammino scout.

A ciò è seguita la Santa Messa, celebrata dal nostro assistente Don Luca nella suggestiva chiesetta e animata da noi portando le nostre forti esperienze appena vissute.

Infine dopo SS Messa, uno alla volta, abbiamo apposto la nostra firma nella nuova Carta di Clan, impegnandoci a seguirla e ad usarla nella vita quotidiana e in Clan come strumento per la nostra progressione personale e comunitaria. Così è terminata la nostra intensa e nuova avventura!

Vogliamo ringraziare le famiglie di Cavaso che ci hanno accolto, il gruppo Masci per la disponibilità della sede, il custode della Chiesetta di San Martino e Don Luca che tra mille impegni trova il tempo per seguirci nel nostro cammino di Fede. Grazie.

Alla prossima e Buona Strada!

Valentina - Clan dei Viaggiatori Liberi

2015032021 Salita N FCC 19

Com’è la vita nel carcere?

È questa la domanda che ci siamo poste noi ragazze del Noviziato del gruppo Scout ad inizio anno, quando era giunto il momento di scegliere cosa fare in questi mesi prima della salita in Clan/Fuoco. La risposta ci incuriosiva, perché è un tema solitamente non molto trattato dai mass media che seguiamo.

A rispondere a questa domanda ci ha aiutato Don Pietro Zardo, originario di Loreggia, cappellano del carcere di Santa Bona a Treviso.

Dopo esserci un po’ informate della sua esperienza tramite il suo libro “Condannati a vivere”, Don Pietro ha dato la disponibilità per parlare, a noi e al Clan/Fuoco, della realtà nelle carceri italiane, in particolare di quello di Treviso.

Don Pietro ci ha fatto una breve presentazione della vita in un carcere. Non molti saranno a conoscenza del sovraffollamento nelle carceri che arrivano a contenere addirittura il doppio delle persone che possono ospitare; del poco personale: circa 100 “ospiti” sono seguiti da un solo psicologo; dalla varietà di etnie che spesso possono causare contrasti; dalla diversità delle persone messe assieme che hanno commesso reati più o meno gravi; dalla mancanza di laboratori che costringe i detenuti a vivere la maggior parte del tempo in una cella stretta e angusta, formata solamente dai posti letto, un piccolo tavolo per sedersi a turno, e un bagno composto da un lavandino e una turca, un luogo che diviene inospitale in estate con afa e caldo. A seguito di questa introduzione ci è stato mostrato un video in cui si rappresentava la giornata-tipo in carcere, con l’intervista ad alcuni carcerati che esprimevano le loro difficoltà nel vivere in un ambiente eccessivamente ristretto, a volte abbandonati dai famigliari ed emarginati dalla società. I detenuti intervistati praticavano laboratori di falegnameria e assemblaggio e affermavano che si poteva trascorrere in modo più proficuo il tempo, creando anche delle amicizie, ma non c’è posto per tutti e si fa quindi a rotazione tra i laboratori, le pulizie, la cucina e la lavanderia.

Don Pietro infine ha soddisfatto tutte le nostre domande e curiosità su questo ambito, così da aprirci gli occhi sulla nostra realtà, quella che viviamo tutti i giorni, si quella fuori dal carcere. Ci ha chiesto di attivarci di vegliare perché le persone a cui viene privata la libertà sono persone con un disagio che nasce nell’adolescenza. Ci ha chiesto di essere vicini ai nostri coetanei con difficoltà in famiglia, a scuola o semplicemente tra le compagnie perché sono i soprusi e la solitudine vissute da giovanissimi che poi “scoppiano” da adulti. Ci ha letto una lettera di un carcerato che ripercorreva la sua infanzia di tristezza, di solitudine. Del bullismo tra giovani subito e poi contraccambiato con i più deboli.

Don Pietro ci ha messo in comunicazione con il Cappellano del carcere minorile di Treviso don Giorgio, dove a fine marzo ci recheremo per animare una SS Messa domenicale.

Ringraziamo Don Pietro per la disponibilità di averci portato la sua testimonianza, al Clan/Fuoco nostro ospite e i Capi che ci hanno organizzato questo incontro.

 

Alice, Anna, Greta, Irene e Silvia

Il Noviziato Fenice

Loreggia 1

 

26 Dicembre 2014, ore 7.30 del mattino.

E’ a quest’ora della giornata che inizia il nostro campetto invernale in quel di Canal San Bovo, in provincia di Trento. Dopo la S.S. Messa in ricordo del martirio di San Stefano, con gli zaini in spalla (o per meglio dire, nei bagagliai) si parte. Speranzosi di trovare la neve e la misteriosa creatura di nome Bigfoot, abbiamo trascorso tre giorni insieme per scrivere nero su bianco i punti fondamentali della Carta di Clan.

Arrivati con un po’ di anticipo rispetto all’ora prevista, ci siamo subito sistemati all’interno della canonica di Canal San Bovo e dopo aver pranzato e goduto della splendida vista che dava la terrazza del soggiorno, ci siamo diretti al passo Broccon a 1650 metri di altezza in cerca di un po’ di bianco divertimento.

Ed è proprio qui che certe volte non ci accorgiamo di quanto poco ci basta per passare del tempo in allegria: dei buoni compagni di viaggio e un laghetto ghiacciato. Si, perché il primo giorno è stato segnato da botte, cadute, palle di neve e ancora cadute e ancora botte. E dopo un gioco a fazzoletto ricco di scivolate di potenza sul ghiaccio, siamo tornati al caldo per progettare assieme le linee guida per i prossimi Punto della Strada: il momento in cui si verifica il percorso individuale del proprio cammino scout e lo si condivide con gli altri.  

Dopo la cena il giovane Noviziato ci ha tenuti occupati con il fantastico gioco di Lupus in Tabula, con il quale siamo riusciti a “tirare giù” la canonica nella quale risiedevamo. Il giorno seguente, dopo una colazione ricca di fibre, siamo tornati al passo per svolgere le attività ed i giochi ideati dalla pattuglia Animazione. E qui, il miracolo: la neve. Abbiamo saputo quasi in diretta che siamo riusciti a portarne un po’ anche a Loreggia. Ci fa piacere. Quando abbiamo visto che la soffice e candida neve avrebbe potuto trasformarsi in una bufera (si scherza ovviamente) abbiamo deciso di tornare alle auto, non prima ovviamente di esserci di nuovo “tuffati” nel laghetto tanto amato. A questo punto, è doveroso ringraziare Matteo, che con tanto coraggio ha solcato le intrepide strade innevate di Canal San Bovo per riportarci al nostro rifugio.

E dopo tutti questi momenti di svago, siamo ritornati seri per scrivere e condividere i punti nei quali vogliamo si basi il Clan/Fuoco, mettendoci la faccia e in un futuro ormai non distante, la “Firma”, La Strada, la Fede, il Servizio, la Comunità e lo Scouting.

Dopo un’ultima battaglia sulla neve, che era arrivata ormai anche in centro del paese di Canal San Bovo, ed una cena degna dei migliori rifugi di montagna, il fuoco serale ha visto come protagonista la sfida delle canzoni vinta dai Capi (Eliseo, Irene, Miriam, Don Luca). Vogliamo la rivincita.

Concludendo, l’ultimo giorno abbiamo salutato alla mattina Don Luca che è ripartito prima di noi, per impegni in parrocchia, e con il quale abbiamo deciso quali saranno le festività alle quali parteciperemo come Clan e Noviziato. Infine abbiamo ospitato a pranzo Kaa facendo ritorno alla pianura innevata di Loreggia.

Il campo invernale è stata una buona occasione per unire il Clan con il nuovo e tenace Noviziato tutto al femminile. E direi che l’opportunità è stata colta al meglio.

Ringraziamo, Don Luca per il costante cammino di formazione degli ultimi tre anni sempre presente ai campi invernale e estivo, al parroco Don Nicola della parrocchia di San Bartolomeo per la squisita ospitalità.

Con questo, non mi resta che dirvi: Buona Strada e alla prossima magica avventura!

Dario del Clan dei Viaggiatori Liberi

 20141226-28 Camp Inv RYS 26

 

Quando un gruppo di persone condivide un percorso che dura anni, quando si perseguono gli stessi obiettivi, quando ci si confronta su tematiche che a volte risultano anche piuttosto spinose, ecco pronta sull’uscio la necessità di vivere un’esperienza forte, un’esperienza che esuli dalla quotidianità (se così si può chiamare, data la dinamicità delle nostre avventure) e che dia nuovi stimoli.

La Comunità Capi di Loreggia alla fine dell’anno scorso ha sentito questa necessità… Nonostante fossimo comunque abbastanza legati, abbiamo sentito il bisogno di rinforzare la nostra identità, in modo che quando parliamo di “NOI” in qualità di capi dello stesso gruppo, non sia un “NOI” di pura formalità, ma un “NOI” che parte da dentro, nel quale ci si possa davvero riconoscere. Dopo un’analisi delle nostre necessità, siamo stati tutti concordi nel dire che per passare ai nostri ragazzi un messaggio di fede dobbiamo essere noi i primi a viverlo con convinzione e dobbiamo essere uniti in questo obiettivo. Ecco dunque spiegata l’idea del pellegrinaggio a Roma il 10, 11 e il 12 ottobre 2014.

In quest’avventura (perché, strano a dirsi, ma anche quella di fede può essere un’avventura a tutti gli effetti!!) siamo stati accompagnati da don Luca che ci ha fornito costanti provocazioni e spunti di riflessione che ci permettessero di vivere appieno il nostro pellegrinaggio, coronato dalla partecipazione all’Angelus in Piazza S. Pietro di domenica 12 Ottobre.

Il nostro weekend è stato scandito da varie tappe, tutte improntate su un cammino di fede. Abbiamo infatti visitato la Basilica di San. Agnese e le sue catacombe, la Basilica di San. Paolo, la Basilica di San Pietro, la chiesa di San. Agnese in Agone, e la Basilica della Santa Croce di Gerusalemme poi già che c'eravamo l'Altare della Patria e i Fori Imperiali.

Non abbiamo sicuramente messo a tacere la vena spassosa e un po’ da eterni Peter Pan che ci contraddistingue, infatti in serata abbiamo fatto un po’ i turisti e ci siamo divertiti a mangiare seduti sulle gradinate di Piazza di Spagna.

Tornati a casa ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ammesso che un’esperienza di questo genere ci ha dato molto più di quello che ci aspettavamo. Ancora una volta essere scout ci ha permesso di vivere un’esperienza con occhi diversi, dandoci cosi la conferma del fatto che anche noi possiamo puntare in alto.

Lasciamo concludere quest’articolo a Sir Robert Baden Powell:

"Quando sembra tutto cancellato, allora parti per l'avventura: apriti la strada con coraggio. Quando ti sembrano cancellati l'entusiasmo, la speranza, l'amore, questi tre sentimenti meravigliosi, allora parti per l'avventura con coraggio".

Buona strada

Guilia

La Comunità Capi del Loreggia 1

 

20141010-11-12 CoCa Roma 070

 

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