20191102 saluto don giovanni a loreggianiCarissimi Loreggiani, eccomi tra voi!

Sono don Giovanni Marcon, ho 31 anni e sono nato e cresciuto a Treville, frazione di Castelfranco Veneto. Dopo aver frequentato a Treville le elementari e le medie, ho conseguito il diploma al Liceo Classico a Castelfranco Veneto. Nel contempo, ho partecipato alla vita della comunità parrocchiale nel catechismo, nella vita liturgica, svolgendo il servizio di chierichetto e frequentando i gruppi giovanissimi.

La mia vita è stata arricchita anche da tante altre esperienze spirituali che mi hanno aiutato a conoscere il Signore e a seguirlo. Appena diplomato, nel 2007 sono entrato in seminario a Treviso, prima nella Comunità Vocazionale e poi nella Comunità Teologica, dove ho vissuto il periodo della formazione completando gli studi filosofici e teologici con il baccalaureato.

Carissimo don Leone,

È arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti per questi 14 anni di servizio pastorale davvero intensi e pensiamo anche faticosi in alcuni momenti.

Non deve essere stato facile passare dal seminario alla parrocchia, dall’insegnamento teologico in qualche modo specifico e settoriale, alla responsabilità di una pastorale che abbraccia tutte le realtà della vita con la sua complessità di persone e di situazioni. Eppure, l’ha fatto egregiamente, con prudenza all’inizio e quindi con saggezza e poi con sempre maggiore sicurezza. All’inizio con l’abito un po’ del professore, ma poi sempre di più con quello del pastore che conosce e comprende le sue pecore, via via sempre più attento all’importanza della relazione umana.

Le basi dottrinali non le mancavano certamente, ma è stata ammirevole la capacità di tradurre e trasmettere con chiarezza e anche, potremmo dire, con umiltà il messaggio evangelico, attento più a proporre che a imporre, nello stile di Gesù. Ma il suo indirizzo è sempre stato chiaro (nonché deciso).

Oggi che ci saluta, sentiamo il dovere di ringraziarla per l’uomo, il sacerdote, il parroco che è stato, anche se i tre aspetti non sono separabili tra loro.

Carissimo don Antonio, benvenuto!

Benvenuto nella nostra comunità. La accogliamo con la gioia che viene dalla fiducia nel Signore che, in questo momento della nostra storia umana, civile ed ecclesiale di Loreggia, ci ha affidato lei, proprio lei, come pastore. Nulla avviene per caso nell’ottica del credente, ma corrisponde ad un disegno di salvezza personale e comunitario. Ringraziamo dunque il Signore del dono della sua nuova presenza. Un grazie sincero va al Vescovo mons. Gardin che l’ha scelto e nominato, al delegato per la pastorale (mons. Mario Salviato), che ce l’ha presentato, al vicario foraneo (mons. Giorgio Marangon), al coordinatore della Collaborazione Antoniana (don Claudio Bosa) e a tutti i numerosi sacerdoti che l’hanno accompagnato   in questo solenne ingresso, tra cui anche don Giovanni Marcon nuovo cappellano della Collaborazione. (a Don Aldo, un pensiero particolare, come pure a don Leone che sicuramente sta pregando per lei e per noi).

Vorrei ringraziare tutta la comunità per l’accoglienza ricevuta. Mi sono sentito già a casa per l’affetto dimostratomi. Vorrei domandarvi di avere pazienza e comprensione nei miei confronti perché entrare in un nuova comunità non è sempre facile e occorre tempo per conoscere le persone e la storia che l’ accompagna. Grazie…

Don Antonio

Don Antonio CusinatoC’è un’immagine che mi accompagna nel mio ministero di prete. La prendo da una poesia di don Elder Camara, vescovo brasiliano, il quale scriveva: “Vorrei essere come una pozza d’acqua, che riflette il cielo”.

Io spero di essere così: impastato di umanità, dentro le vicende degli uomini del mondo di oggi (come dice papa Francesco: “dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’«odore» degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce), capace di condividere le gioie, le speranze, i desideri profondi e soprattutto le croci, le amarezze della vita di ogni giorno”.