Un grazie da parte di tutta la comunità a tutti coloro, persone singole e gruppi che in questi giorni e anche durante tutto il corso dell’anno prestano gratuitamente il loro servizio
per rendere più belle le celebrazioni e per aiutare così la preghiera di tutti. Ringraziamo in modo particolare:

  • i cantori dei vari cori (e agli organisti)
  • i chierichetti e chi li prepara
  • coloro che preparano la chiesa, tenendola sempre pulita e in ordine
  • chi prepara i fiori e gli addobbi
  • chi ha preparato il presepio
  • chi svolge il servizio di sacrestano
  • il gruppo di coordinamento dei servizi liturgici
  • tutti i lettori (che ogni domenica si prestano ad un importante servizio)
  • chi ha preparato la veglia natalizia e a chi rischiamo di dimenticare…

È un grazie che vuole essere anche un incoraggiamento, a chi può e vuole, a partecipare più attivamente ai vari servizi di cui ha bisogno la nostra comunità cristiana.

 

20191201 riflessione natale don antonioQuest’estate, nel giardino della canonica dove ero, è successo un fatto un po’ insolito. Mi sono dimenticato di chiudere bene il rubinetto di un lavandino esterno e una piccola goccia d’acqua vi è caduta per tutta la notte. Che cosa ci importa della piccola goccia d’acqua, così piccola, che però è caduta regolare nel lavandino? Che cosa possiamo fare con una goccia? La mattina successiva, ho trovato l’acqua che traboccava dal lavandino; tante gocce cadute una dopo l’altra lo avevano riempito. 

Spesso ci disperiamo di fronte ai mille gesti sempre uguali della vita quotidiana; non sempre riusciamo a darne un senso. Abbiamo tante piccole cose da fare ogni giorno, a casa e al lavoro; piccole cose che sembrano insignificanti, inutili di fronte a quanto fanno i grandi personaggi, quelli di cui si parla nei giornali, che si fanno vedere in televisione, perché loro fanno grandi cose. Che la nostra vita sia inutile?

 

"Scrivi cosa ti è rimasto impresso o che ti piace ricordare di questo anno di catechismo": questo è l’invito che don Leone ha rivolto ai nostri ragazzi nella messa di conclusione dell’anno catechistico. Ecco le riflessioni di alcuni ragazzi:

20191207 concorso fine anno catechistico

 

20191102 saluto don giovanni a loreggianiCarissimi Loreggiani, eccomi tra voi!

Sono don Giovanni Marcon, ho 31 anni e sono nato e cresciuto a Treville, frazione di Castelfranco Veneto. Dopo aver frequentato a Treville le elementari e le medie, ho conseguito il diploma al Liceo Classico a Castelfranco Veneto. Nel contempo, ho partecipato alla vita della comunità parrocchiale nel catechismo, nella vita liturgica, svolgendo il servizio di chierichetto e frequentando i gruppi giovanissimi.

La mia vita è stata arricchita anche da tante altre esperienze spirituali che mi hanno aiutato a conoscere il Signore e a seguirlo. Appena diplomato, nel 2007 sono entrato in seminario a Treviso, prima nella Comunità Vocazionale e poi nella Comunità Teologica, dove ho vissuto il periodo della formazione completando gli studi filosofici e teologici con il baccalaureato.

 

Carissimo don Leone,

È arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti per questi 14 anni di servizio pastorale davvero intensi e pensiamo anche faticosi in alcuni momenti.

Non deve essere stato facile passare dal seminario alla parrocchia, dall’insegnamento teologico in qualche modo specifico e settoriale, alla responsabilità di una pastorale che abbraccia tutte le realtà della vita con la sua complessità di persone e di situazioni. Eppure, l’ha fatto egregiamente, con prudenza all’inizio e quindi con saggezza e poi con sempre maggiore sicurezza. All’inizio con l’abito un po’ del professore, ma poi sempre di più con quello del pastore che conosce e comprende le sue pecore, via via sempre più attento all’importanza della relazione umana.

Le basi dottrinali non le mancavano certamente, ma è stata ammirevole la capacità di tradurre e trasmettere con chiarezza e anche, potremmo dire, con umiltà il messaggio evangelico, attento più a proporre che a imporre, nello stile di Gesù. Ma il suo indirizzo è sempre stato chiaro (nonché deciso).

Oggi che ci saluta, sentiamo il dovere di ringraziarla per l’uomo, il sacerdote, il parroco che è stato, anche se i tre aspetti non sono separabili tra loro.