Il gruppo dei giovanissimi delle superiori di Loreggia e Loreggiola, accompagnati dagli animatori e da Don Davide e soprattutto da tanta voglia di divertirsi, il 29 luglio sono partiti per il campo estivo dalla stazione di Camposampiero con direzione ROMA!

Qui abbiamo esplorato le bellezze di una città che dimostra una storia antica magnifica, e ancora oggi un punto cardine per il cristianesimo. Infatti, noi giovani abbiamo avuto la possibilità di visitare luoghi sacri, ma anche luoghi storici dove il più delle volte si fondono entrambi. Nel nostro itinerario abbiamo visitato il Colosseo luogo di inestimabile valore storico, la fontana di Trevi, le catacombe, il Pantheon ecc... Insomma, Roma nella sua bellezza ci ha inebriato con la sua storia.

Noi giovani di 2° superiore abbiamo camminato molto per le vie della capitale per compiere il pellegrinaggio delle 7 chiese, proprio come fanno i sacerdoti per rafforzare la propria fede da migliaia di anni. È stato impegnativo e faticoso ma vi assicuriamo che ne è valsa la pena, le chiese si presentavano con enormi strutture architettoniche i cui dettagli che le rendevano ancora più imponenti.

Come dimenticare la sveglia alle 5.30 per noi di 1° e 2° superiore per evitare una lunghissima coda per visitare il Vaticano, dove abbiamo celebrato la S. Messa dentro la famosissima e gigantesca Chiesa di San Pietro, qualcuno ha avuto perfino il coraggio di fare 551 gradini e salire così sulla cupola per osservare la città da un’altezza mozzafiato.

Entrare nella Basilica di San Pietro o in quella di San Paolo ti faceva sentire davvero minuscolo, sia per il fatto religioso visto che sono centri importanti e storici per noi cristiani, sia perché ci si potrebbe perdere lì dentro, cosa sperimentata non una ma ben due volte da noi. Abbiamo camminato davvero tanto dalla mattina alla sera, quanti mezzi abbiamo preso per raggiungere le destinazioni più ambite, e quanti autobus persi o mai arrivati, nonostante tutto questo ci siamo divertiti come matti anche cantando a squarciagola per le vie di questa città eterna.

Mentre i nostri compagni di viaggio di 1° e 2° continuavano a scoprire le meraviglie della capitale, noi ragazze di 3° e 4° abbiamo realmente vissuto il tema del “Servizio" guidati dalla Comunità di Sant'Egidio nell'assistenza/aiuto compiti ai bambini Rom nella "Scuola della pace" e partecipando alla consegna di cibo ai bisognosi e ai senzatetto della città, ognuno di loro aveva diritto a un pasto completo. All’inizio non è stato facile avvicinarsi a persone malvestite e non curate nell'aspetto ma incontrandoli abbiamo scoperto che erano persone gentili, ci ringraziavano e, a qualcuno a cui offrivamo il cibo rinunciava ammettendo che c'era gente più bisognosa di lui poco più in là. Questo ci ha fatto pensare che a volte chi ha poco riesce a dare anche solo il poco che ha a chi ha meno di lui.

Lo scopo della "Scuola della pace" è quello di aiutare i bambini Rom ad uscire un po’ dal clima famigliare, sociale e ambientale in cui vivono e avvicinarli alla possibilità di studiare. Questi bambini purtroppo sono abbandonati a loro stessi. Siamo andati di persona a prenderli al campo Rom, non possiamo nascondere che il primo giorno è stata dura. I bambini non avevano nessuna educazione, non ascoltavano, non volevano fare i compiti, e ti rispondevano indietro, la prima giornata era stata davvero impegnativa, siamo tornate sfinite e un po’ deluse.
Tuttavia, le cose erano cambiate già la mattina seguente, i bambini con il loro carattere forte iniziavano ad affezionarsi a noi: le spinte ricevute diventavano baci, carezze abbracci e tutti volevano dimostrare il loro affetto per noi. Abbiamo compreso che il loro carattere era dovuto solo a RABBIA, rabbia per non essere come noi, per sentirsi non accettati dagli altri, dolore continuo incamerato all'interno di un cuore così piccolo che non poteva che esplodere.

La stanchezza però se ne andava in fretta visitando la città spesso accompagnati da un buon gelato tra le vie Romane.
Tutto ciò ci ha insegnato che a volte ci avviciniamo a persone che sono diverse da noi con dei pregiudizi, quando invece dovremo imparare a guardare dentro noi stessi e a capire se l'indifferenza che proviamo per coloro che reputiamo diversi non ci renda meno umani.

L’obbiettivo del campo era invitare noi giovani ad “uscire allo scoperto” e quindi a mettersi in gioco sfruttando tutte le possibilità e i talenti donati dal Signore. Visitare queste maestose opere ci ha fatto capire che noi uomini siamo in grado di fare grandi cose nel nostro piccolo e insieme agli altri fare grandi cose per tutti i nostri fratelli. E per l’appunto a volte basterebbe mettersi in gioco, lasciare stare ciò che ci blocca come le nostre insicurezze, e uscire allo scoperto.

Un grazie va’ ai nostri fantastici animatori Nicolò, Laura, Lorenzo, Marco e Chiara che hanno organizzato un campo dove molti altri avrebbero rifiutato per via delle difficoltà e al nostro mitico Don Davide che ci ha guidato nella scoperta di noi stessi.

Grazie alla loro disponibilità abbiamo tutti imparato qualcosa da quest'esperienza, ci siamo fatti nuovi amici e ci siamo adattati, chi più chi meno, alle situazioni che ci siamo trovati di fronte. Per tutto ciò li ringraziamo per averci portati a questo fantastico campo e averci sopportato per cinque lunghi giorni!

Un grazie anche agli animatori che non sono venuti a Roma ma che ci hanno aiutato nella preparazione del campo!

Riccardo, Gabriele, Davide, Alessandra, Sofia, Elena e Chiara