6 ottobre: la chiesa questa volta era davvero gremita alla messa delle 11.00 per salutare don Leone che celebrava la sua ultima messa a Loreggia in qualità di parroco, dopo 14 anni di servizio pastorale. C’erano non solo adulti, ma anche i ragazzi del catechismo, degli scout, dell’AC e soprattutto famiglie con i figli che in questi anni hanno frequentato la scuola materna   e si sono accostati ai primi sacramenti. Si è respirata proprio la commozione per un “addio” tutto sommato inatteso, data l’energia e lo spirito ancora forti in don Leone, nonostante gli anni siano quelli canonici per la quiescenza.

Nel suo intervento egli ha sottolineato come fosse gratificante sentire la vicinanza, la stima e l’affetto di tante persone (che a sua volta lui ricambiava), ma anche doloroso   lasciare tante persone con cui si è fatto un cammino insieme; 14 anni in cui si è identificato con la nostra comunità, con tanti momenti belli e felici, ma anche con qualche momento di sofferenza quando non si sono visti i risultati attesi o quando sono venute a mancare delle persone care. Sono state tutte occasioni -ha detto don Leone- nelle quali ha cercato di interrogare se stesso e la comunità sui motivi che ci spingono a vivere da cristiani.

Egli non ha mancato di chiedere perdono per le carenze e i limiti che hanno accompagnato il suo ministero e per tutte quelle situazioni in cui non ha saputo dimostrare vicinanza, ascolto e accoglienza. Ha ringraziato per il sostegno nel partecipare ai momenti importanti della vita liturgica, alle iniziative significative per la carità e per l’educazione dei ragazzi, per il contributo dato al rinnovamento delle strutture utili alla vita della parrocchia. Un pensiero particolare è andato a quanti hanno collaborato gratuitamente nelle varie attività affinché la comunità potesse essere più viva, sulla via della fedeltà al Vangelo.

Ha concluso poi augurando a ognuno di noi e alla comunità tutta di vivere questo momento come un passaggio che aiuta a maturare, nel senso che aiuta a capire meglio che la comunità si costruisce non tanto per la bravura di qualcuno, ma soltanto con l’aiuto del Signore e con l’impegno di tutti, di tutti quelli che sono disposti a dare qualcosa di se stessi, superando le divisioni e promuovendo gli aspetti positivi gli uni degli altri.

Alla fine della celebrazione, molto partecipata grazie anche alla presenza dei tre cori che l’hanno resa particolarmente gioiosa, è intervenuto un rappresentante del Consiglio Pastorale  e il Sindaco che si sono fatti interpreti dei sentimenti di riconoscenza  e di affetto di tutta la comunità, ripercorrendo la sua figura esemplare di uomo, sacerdote e parroco; quindi è stata consegnata  a don Leone una stola e una icona  come doni  e segni del legame che  ci terrà sempre  uniti anche nella nuova realtà della Collaborazione pastorale di  Vedelago  dove il Vescovo lo ha assegnato per i prossimi anni.

La festa è proseguita poi in Casa del Giovane con un ricco rinfresco durante il quale don Leone ha fatto “un bagno di folla” con tante persone desiderose di porgere un saluto riconoscente che voleva esprimere più un arrivederci che un addio.