Perché perdere tre giorni delle proprie vacanze con gli scout? Perché non c’è niente di meglio da fare? Perché abbiamo voglia di fuggire dalla nebbia che ci assale? O forse perché con gli scout è come essere parte di una famiglia insieme alla quale sentiamo la necessità di passare un po’ di tempo?? Mah! Chi lo sa?!

Sta di fatto che in una fredda mattina di fine dicembre il solito gruppetto in pantaloncini corti e calzettoni si è riunito sotto il campanile e si è messo in strada verso le montagne. All’arrivo, dopo esserci preparati ad affrontare le insidie di una casa “spartana”, abbiamo aperto le porte e…tadann!! Veniamo accecati da uno splendore a cui noi scout siamo poco abituati. Una volta sistemati nelle lussuose suite a cinque stelle, la pattuglia logistica ci ha deliziati con i suoi manicaretti e dopo pranzo la pattuglia animazione ha lanciato le attività e svelato che il tema del campo sarebbe stato “A Christmas Carol”, la storia che narra di Scrooge, un vecchio scorbutico che pensa solo agli affari, odia il Natale e ignora i problemi delle persone a lui vicine.

Indossate le nostre armature da guerrieri della neve siamo andati al Passo Brocon a cercare un po’ di bianca magia. Purtroppo dopo l’ultimo tornante le nostre speranze di ritrovare l’amato laghetto giacchiato e le cime innevate si sono spente in un bruno paesaggio, comunque non privo di fascino. Fortunatamente a rianimare i nostri spiriti sono bastate le lingue di neve artificiale che poco più in là abbiamo trovato. E così dopo infauste scivolate, luoghi comuni sfatati e immancabili battaglie di neve siamo ritornati al calore della nostra dimora per ripassare e imparare, grazie ad un’attività organizzata dai capi, che cos’è un capitolo, in particolare il “Progettare”. Il Clan per mezzo di questo strumento individua le tematiche che più gli stanno a cuore, le approfondisce, fa esperienze, ne discute e prende decisioni e impegni al fine di migliorare se stesso e la comunità in cui vive. Il dopocena è stato animato da qualche partita a “lupus in tabula”, gioco al quale ci siamo molto appassionati.

Dopo una sveglia più o meno traumatica, la colazione e le lodi, nella mattinata del secondo giorno abbiamo partecipato alla caccia al tesoro organizzata dalla pattuglia liturgia, che, grazie anche al contributo di Don Davide, ci ha fatto conoscere meglio la vita e le opere del patrono della Branca RYS scout: San Paolo, il Santo che ci accompagnerà nella catechesi di quest’anno. Non sono mancate le scenette degne di premio oscar che comprendevano prodi destrieri e strabilianti effetti speciali. Al pomeriggio siamo tornati sulla soffice (si fa per dire) neve dove si è svolta una “caccia alla notizia” e, usando dei sacchetti di plastica, abbiamo tentato di imitare i bambini che gioiosi scivolavano con i loro bob. Siamo rientrati per la seconda parte dell’attività, la quale prevedeva il confronto di diversi articoli di giornale che trattavano gli stessi argomenti e abbiamo tentato di capire più chiaramente i fatti attraverso l’unione di diversi punti di vista. Dopo la messa e una ricca cena abbiamo aggiunto nuovi ruoli al gioco della sera precedente e abbiamo preso parte alle più avvincenti partite di “lupus in tabula” mai viste prima.

Ed eccoci all’ultimo giorno. Dopo le solite cose, abbiamo concluso il racconto proposto dalla pattuglia animazione, che ha collegato la storia di Scrooge alle tre fasi del nostro “progettare”: quella del VEDERE a quando il protagonista inizia a capire che nel suo stile di vita c’è qualcosa che non va; il GIUDICARE alle visite dei fantasmi di presente, passato e futuro che gli fanno capire che cosa avesse sbagliato in tutti quegli anni per ritrovarsi così solo e insignificante; infine Scrooge AGISCE, rivoluziona la sua vita aiutando le persone a lui vicine e guadagnandosi il loro amore. Dopo le pulizie e la verifica abbiamo pranzato in compagnia dei due delegati della Co.Ca. Babbo Lupo e Marco, e con loro abbiamo giocato due ultime partite dell’amato “lupus in tabula” prima di lasciare la bellissima casa che per tre fantastici giorni ci ha ospitato.

Torniamo a Loreggia/Piombino con il bellissimo ricordo di un campetto che ci ha uniti ancora di più, anche con i due compagni che non sono potuti essere con noi Matteo e Leonardo. Ringraziamo la pattuglia logistica per i ricchissimi pasti, la pattuglia liturgia per averci tenuti sulla retta via e la pattuglia animazione per la simpatia.

Ringraziamo il parroco di San Bovo, Don Nicola che ci ha ospitati, Don Davide che chi ha accompagnato in questa esperienza portandoci anche gli auguri del nostro Parroco, Myriam che ci ha dato una mano in veste di cambusiera e i capi Irene e Eliseo che sono sempre all’opera per far funzionare il tutto.

Volpe Riflessiva

2015 Caoria RYS Inv 17 1