Era il 6 Gennaio 2017, quando noi dello spopolato Clan Viaggiatori Liberi di Loreggia 1 ci ritrovammo in piazza a Loreggia per prepararci alla partenza per il campo invernale di quest’anno. Finita la SS. Messa e ad un piccolo ristoro al bar, come fanno i migliori guerrieri prima della battaglia, partimmo insieme a Don Davide, alla Comunità Capi e agli ex “Partenti” verso Caoria.

Dopo estenuanti ore di viaggio difficili da passare (se come la sottoscritta si ha problemi in fatto di bagno …), tra chiacchierate di scuola e quiz per la patente siamo finalmente arrivati alla meta. Preso possesso del fortino nella bellissima vallata senza un fiocco di neve, sistemammo le nostre cose e ci organizzammo per la cerimonia della Clara, Totem “Volpe Riflessiva”, che con il tema della “libertà” a concluso il suo cammino in Clan/Fuoco raggiungendo la sua meta. In una accogliente cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, siamo stati “spaziodimensionati” indietro di 12 anni quando Clara leggendo la Lettera della Partenza ci ha fatto rivivere, assieme a lei, tutte le avventure che lo scoutismo gli ha offerto in questi anni. Tra Promesse, uscite campi invernali ed estivi c’è stata una costante crescita verso il divenire un “buon cittadino”, come direbbe il nostro fondatore Baden-Powell.

Tutti assieme abbiamo banchettato al caldo nel nostro fortino festeggiando l’epifania e approfittando del esoso numero di commensali concludendo con l’amatissimo gioco di noi scout (e non solo): lupus in tabula! Infine, la nostra libera volpe, tornò a Loreggia con la sua famiglia venuta per assistere alla cerimonia assieme alla Co.Ca. che ringraziamo, lasciando noi (pochi ma buoni) alle nostre divertenti attività di guerrieri. La pattuglia animazione (super the best) fece il lancio del tema campo, uno dei Capitoli che affronteremo quest’anno con giochi super divertenti, se ve lo state chiedendo il tema è la “disabilità”. Raggiungemmo la nostra pista di neve artificiale dove iniziammo le attività, immedesimandoci in ragazzi con qualche disagio fisico e sensoriale. Provammo a giocare a “scalpo” e “ fazzoletto”, con scarsi risultati, perché alcuni di noi non potevano usare le mani o le gambe o la vista. Successivamente, alle ultime slittate sulla neve, tornammo al rifugio per affrontare insieme la condivisione nelle difficoltà incontrate nei giochi e ponendoci degli obbiettivi personali da raggiungere durante l’anno, terminando la giornata con la compieta.

Il giorno 7 gennaio, dopo colazione, abbiamo accolto il Signore alla SS. Messa “fatta in casa” (come mi piace definirla) dal nostro Don Davide.Con un gioco dell’oca della la pattuglia liturgia svelò il tema sulla catechesi di quest’anno: San Giovanni Apostolo. Né seguì un altro gioco su una grande e colorata scacchiera tridimensionale, che tramite coordinate, combattemmo a squadre per conquistare gli indizi sulla vita dell’Apostolo Giovanni che poi ci fu spiegata da Don Davide dove noi integrammo con le nostre idee. Questo fondamentale evangelista ci seguirà durante l’anno per darci la possibilità di conosce meglio Gesù nel realizzare il suo messaggio d’Amore. Dopo pranzo ci precipitammo sulla neve per una staffetta con interessanti domande sulla disabilità che poi furono spiegate una volta tornati a “casa” dalla pattuglia animazione. Gli ultimi giochi sulla neve e scivolate improvvisate prima del rientro con il nostro magico “bob dei poveri” e buste in nylon che rendono noi scout umili e speciali … e un saluto al laghetto ghiacciato conosciuto due anni prima, risvegliando in noi divertenti ma freddi ricordi. Tornati alla clan-caverna fortificata, ci venne a trovare il parroco di Caoria Don Nicola che si accertò che lo stupendo alloggio fosse di nostro gradimento e ci augurò un buon proseguimento. Finì anche la seconda nonché penultima giornata di campo con un estremo ragionamento nel riportare le attività, la catechesi, i servizi, del programma dell’anno, in obiettivi personali, che affronteremo insieme in questo 2017 come comunità di Clan/Fuoco.

L’8 gennaio inizio con la SS. Messa, e continuò con la verifica del campo in cui fu trascritto tutto dall’artista Agniusca del Clan soprannominata “macchina da scrivere umana”, pranzammo e pulimmo prima di lasciare quel confortevole rifugio.

Ringraziamo il parroco Don Nicola per l’ospitalità i nostri capi Desirèe e Eliseo, Don Davide per il Tempo (con la T maiuscola) che ci ha dedicato, a noi pochi bravi e belli, e a tutti voi per la pazienza di arrivare fin qui nella lettura. Alla prossima.

Greta

Totem Ermellino Tranquillo

 

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