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“Ragazzi, voi che siete giovani potete aiutarci a scaricare la spesa che abbiamo in macchina?”; “Good morning, I'm sorry the place fifteen, sixteen wagon nine are occupied?”; “Vi offriamo qualcosa noi...” e “Per arrivare su prendiamo l'autobus!” sono le frasi che non potremo dimenticare (soprattutto la seconda) di questa Route che ci ha portato a Siena ri-calpestando le orme di tre illustri pellegrini (e un cavallo). Ma partiamo dall'inizio...

Il nostro di quest'anno è stato un campo mobile (Route) sulla via Francigena, un itinerario di pellegrinaggio che unisce Canterbury a Roma. Abbiamo scelto di percorrere il tratto che va da Gambassi Terme (Firenze) a Siena dove siamo stati testimoni del “Miracolo Eucaristico”: le ostie consacrate incorrotte da ormai 300 anni, conservate nella Basilica di San Francesco.

Il tragitto prevedeva tappe tra i 15 e i 20km con le soste a San Gimignano (dove non ci ha fermato la pioggia torrenziale), Torraccia di Chiusi (dove non ci ha fermati la tentazione di una mitica piscina a filtro svedese e una straordinaria ospitalità), Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Castellina Scalo e Siena.

Durante il cammino ci è stata accanto la figura dell’Apostolo Pietro, non nella veste di Santo e guida del popolo cristiano ma di uomo con il suo rapporto con gli altri, con la fede e con Dio che come per noi è stato più volte controverso, “umano”. Ci hanno accompagnato anche altri tre personaggi che pare (o siamo noi a volerlo credere) abbiano percorso guarda caso il nostro stesso tratto di Via Francigena e sono stati esempi del motto che ben compendia l'avventura di questa Route: “la gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze”. Le storie giusto un po' rivisitate di questi tre pellegrini ci hanno dato anche lo spunto per riflettere su alcuni aspetti del servizio e ciò ci ha portato a parlare del Punto della Strada, una verifica del nostro percorso di fede, scouting, strada, servizio e comunità per migliorarci e aiutare gli altri a fare altrettanto perché la condivisione del cammino, della fatica, delle nostre capacità ci rendono quel “gruppo coeso” con cui ci siamo definiti nella Carta di Clan.

Ma la nostra è stata anche un'esperienza che ha arricchito noi stessi, infatti tutti siamo stati esortati a “gettare la maschera” e esaltare le nostre capacità migliori magari aiutati da chi, secondo noi nel Clan, avrebbe potuto darci una mano.

Fondamentale, quasi provvidenziale, è stato in alcuni momenti l'aiuto di qualche toscano che, pur avendo un sistema di misurazione delle distanze un po' diverso dal nostro, ci ha aiutato a ritrovare la strada o ad asciugare noi e le nostre scarpe dalla pioggia.

La fatica della strada, il peso dello zaino e le vesciche non sono state sufficienti a frenarci da cacce al tesoro (e al cavallo), interessanti discussioni, una visita guidata a Siena tra contrade, bandiere, Basiliche, Duomo e la famosa piazza addobbata per il Palio. Non dimentichiamo un tour ultrarapido di Firenze mentre aspettavamo la coincidenza per casa.

Al campo ci siamo tolti la maschera che ogni giorno portiamo per guardarla con gli occhi del compagno accettando consapevolmente i nostri pregi e difetti, accettando noi stessi, la nostra umanità.

Per tutto questo dobbiamo ringraziare i capi: Eliseo, Irene, Myriam e Don Luca che ci hanno guidati in questo campo e durante tutto quest'anno che, dobbiamo ammetterlo, è risultato ben sopra le nostre aspettative. In particolare un grazie a Don Luca che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto fondamentale nell’ affrontare i molti temi della fede che non saremmo stati in grado di trattare senza la sua guida, ma anche nelle scelte quotidiane che ogni giorno ci chiamano a misurarci. Grazie alla sua umanità e alla passione per il servizio pastorale abbiamo potuto conoscere da vicino la conversione dell’Apostolo Pietro in Route ma soprattutto il vivere la fede nella comunità parrocchiale durante questi tre anni.

Cosa ci ha lasciato questo campo? Ognuno ha risposto a modo suo a questa domanda, ma nelle nostre risposte le parole più frequenti sono state “crescita”, “cammino”, “consapevolezza”.

Alice

Clan dei Viaggiatori Liberi, Loreggia 1

P.S. Se vi capiterà di peregrinare per la via Francigena, magari passando per Torraccia di Chiusi, portategli i nostri più caldi ringraziamenti per la generosa ospitalità e la cortesia offerta.

Route ViaFrancigena 024

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