Si segnalano i seguenti appuntamenti per i ragazzi/e che quest'anno si accosteranno al sacramento della Cresima:

  • Lunedì 17 febbraio, alle ore 20:45, in Casa del Giovane, incontro per genitori e ragazzi;
  • Lunedì 9 - Martedì 10 - Mercoledì 11 marzo, i ragazzi/e insieme ai genitori sono invitati, secondo un turno già prestabilito, ad un colloquio con il parroco in preparazione alla Cresima;
  • Venerdì 13 marzo, alle 20:30, è previsto un momento di preghiera, preceduto da alcune osservazioni tecniche in vista della celebrazione. Per chi lo desidera, ci sarà poi la possibilità di accostarsi al sacramento del perdono del Signore.
 

Cari parrocchiani,

spesso ci diciamo: “Devo pregare, perché “ho bisogno” di pregare. Desidero pregare, ma non so pregare. Vorrei pregare, ma mi manca il tempo per pregare. Voglio pregare di più, ma la preghiera mi annoia e mi manca il coraggio…”.

E passano le ore, i giorni e le settimane si susseguono e ci portiamo dentro questo desiderio che ritorna, questo bisogno che ci sospinge, questa profonda insoddisfazione che periodicamente ci tormenta.

Eppure, quando troviamo un momento di calma, al di là delle violente turbolenze della vita, questo ci dona un attimo di pace; al contrario, quando gli insuccessi e le preoccupazioni ci lasciano, feriti, sul bordo della strada, allora gridiamo: “Aiuto”.

Cerchiamo Dio e vorremmo incontrarLo per chiederGli aiuto. Proviamo a pregare. Preghiamo, ma la nostra preghiera è difficile; non abbiamo certezze, ci sentiamo insicuri. Sapete perché i nostri sforzi non raggiungono quel Dio che sembra troppo distante e a volte sembra non stringerci la mano?

Sapete perché ci scoraggiamo di fronte alle nostre domande senza risposte, davanti al silenzio di Dio e nel buio del nostro cuore? Sapete perché le mille ricette inventate per pregare rischiano di essere solo tristi illusioni?

 

Sabato 11 gennaio alle ore 15 armati di zaino, uniforme, cibo e spirito di avventura ci siamo incamminati, accompagnati dai nostri capi verso la nostra mèta: l’oratorio di Piombino Dese.min 20200202 scout uscita pdese

Lungo il percorso ci ha accompagnato un bel sole invernale, delle buone chiacchere e i racconti dei capi che ci hanno fatto viaggiare su e giù nel tempo. Certamente non sono mancate le “indecisioni” su che strada fare per arrivare presto ma in modo sicuro e c’erano opinioni contrastanti anche tra i piombinesi stretti. 

Una volta arrivati a Piombino sistemato i nostri bagagli abbiamo acceso i fuochi nel cortile adiacente e divisi i compiti: alcuni hanno montato i treppiedi a cui avremmo appeso le nostre pentole per cuocere la più classica delle pastasciutte, mentre altri accendevano il fuoco. Facendoci compagnia e caldo l’un l’altro abbiamo atteso che l’acqua bollisse e poi abbiamo cucinato la nostra cena, a volte in modo un po’ “alternativo” ma sicuramente pratico, fatta eccezione per le lunghe sedute di scolo dell’acqua, PROMEMORIA: Non dimenticare più a casa lo scolapasta se si cucina per 30 persone.

 

Come si fa a diventare Santi? Qual è la scintilla che accende il fuoco ineguagliabile della fede? È questo quello che abbiamo cercato di capire noi ragazzi del Noviziato Fenice e del Clan dei Viaggiatori Liberi del Loreggia 1 come tema del nostro campo invernale in località Caoria il 26-27-28 dicembre 2019.min 20200202 campo inv scout

È una domanda difficile. Spero di non scoraggiare i capi e il sacerdote che ci ha accompagnato dicendo che non abbiamo ancora una risposta certa. Quello che sappiamo però, è che è un lungo cammino, pieno di bivi, strade tortuose e alle volte anche di vicoli ciechi. Al fedele spetta trovare la sua strada seguendo la luce di Dio sull’esempio di Gesù, e non scoraggiandosi di fronte alle difficoltà, per quanto grandi possano essere.

 

Quest'anno la Caritas ha pensato che oltre ai colloqui e distribuzioni si poteva organizzare un pranzo natalizio rivolto a tutte le persone che si servono dei servizi della stessa: un semplice momento di incontro e festa.

Una volta definito il menù e i ruoli di ciascun volontario, bastava solo attendere il 29 dicembre. Alle 12.30 tutto era pronto… ma mancavano gli invitati, il tempo passava... Verso le 13.00 le prime famiglie, timidamente, hanno varcato la soglia della Casa del Giovane, poi altre donne con i loro bambini e pian piano ne sono arrivati altri. Alla fine tra i componenti della Caritas e gli invitati si è raggiunto la quota di circa 60 persone, che hanno fatto onore al cibo preparato con grande amore e competenza dai volontari. Dopo il primo piatto, ci si è trovati a parlare spontaneamente con tutti. La convivialità ha reciso le barriere delle culture diverse, di cui abbiamo appreso usi e costumi.  E anche i molti bambini hanno preso coraggio a giocare assieme.

L'esperienza si è rivelata positiva ma al tempo stesso ci si è resi conto che c'è ancora molta strada da fare... possiamo considerare questa iniziativa come una goccia nell'oceano... ma molte gocce insieme ci porteranno a realizzare quel processo di inclusione ed integrazione, che deriva dal rispetto e dalla volontà di integrarsi senza perdere le proprie radici.

Alla fine, ci siamo salutati ripromettendoci di trovarci il prossimo anno, pronti ad assaggiare anche le loro pietanze.

Lucia