Ottobre – Dicembre 2016

Carissimi sorelle, amici e benefattori, il Natale è ormai alle porte e cresce l’attesa che apre a nuovi orizzonti alla nostra speranza: Gesù viene a noi, l’Eterno ancora una volta si fa piccolo, prende la nostra natura umana segnata dal peccato e le ridona dignità, salvezza.

E’ il dono più grande che ci colma di grazia e di benedizioni . Godiamo in pienezza di questo dono di salvezza e viviamo nella gratitudine in questo nostro mondo purtroppo segnato da tenebre e tristezza.

“Coraggio”, ci dice ancora Gesù, “non temete” e con gli angeli facciamoci anche noi annunciatori di speranza e di gioia: “oggi è nato per noi il Salvatore”.

Sono ormai rientrata in Burundi dopo un breve periodo di vacanza in Italia e approfitto per ringraziare tutti per la vostra amicizia e generosità. Ho rivisto con piacere tanti di voi ed è stato bello condividere le gioie e le fatiche che segnano la vita di ciascuno di noi.

In questo periodo la nostra comunità ha condiviso la sofferenza di sr Alejandra per la morte della sua cara mamma. Era una donna forte con cuore missionario come sono tutte le mamme. Siamo certe che dal cielo continuerà a seguirci e intercedere per noi.

Anche sr Karina che ha trascorso tre anni nella nostra missione ci lascerà per far ritorno in Messico dove continuerà il suo servizio. La ringraziamo per quanto ci ha donato , per la sua creatività e spirito di servizio.

L’Avvento è stato vissuto intensamente in tutte le nostre comunità ecclesiali di base della nostra parrocchia. Anche a Bwoga sono stati organizzati momenti di preghiera, ascolto della Parola , celebrazioni penitenziali con molta partecipazione di fedeli. L’anno della Misericordia ha veramente portato tanti frutti di conversione e carità.

Nella nostra scuola materna i bambini hanno riproposto la tradizionale festa natalizia con canti e annunci gioiosi che hanno coinvolto emotivamente i genitori.

Nel dispensario si continua l’opera accanto i malati e non mancano le difficoltà aggravate dalla situazione politica attuale. Il governo sta ritirando il personale nelle strutture su convenzione come la nostra e si teme altri provvedimenti che ci penalizzano. Ciò significa che dobbiamo contare solo sulle nostre forze e sull’aiuto della provvidenza che sappiamo non mancherà, l’importante è fare del bene e lasciarci condurre sulle vie della carità che ci fa operare cose grandi se siamo coraggiosi, liberi da compromessi e capaci di osare.

Con l’augurio di un Natale sereno e gioioso , che ci proietti con speranza verso il nuovo anno 2017,vi salutiamo fraternamente . Grazie di cuore a tutti

Con affetto e amicizia

Vostre Sr M. Antonella, sr M. Patricia, Sr Celeste, sr M. Alejandra e sr M. Rocio, novizie , Renilde, Annunciate e Spes e aspiranti Renilde e Dancille.

 

Condividendo la missione…

Festa della Vergine di Guadalupe

“Per il messicano essere guadalupani è qualcosa di essenziale” come dice il famoso inno che accompagna i pellegrinaggi verso il santuario della Madonna di Guadalupe in Messico. Così la piccola comunità messicana presente in Burundi, le nostre sorelle e i padri missionari saveriani, ancora una volta si sono riuniti per esprimere il loro amore e la devozione alla Guadalupana.

Essendo giorno lavorativo, insieme ai bambini della scuola materna ci siamo recate in processione con la statua della Guadalupe verso il gazebo del giardino dove il padre Oscar ha spigato in Kirundi la storia dell’apparizione. E’ seguita la celebrazione dell’Eucarestia e un momento di agape fraterna dove abbiamo consumato in allegria le buone specialità messicane.

Gli amici ci visitano

In questo periodo abbiamo avuto la gioia di accogliere alcuni amici che da qualche anno condividono la nostra missione. Prima don Raffaele Grimaldi con la sua delegazione di Napoli poi Tiziana Piva di Chioggia.

Don Raffaele questa volta era accompagnato, oltre che da Carmela e Maria, già più volte venute in Burundi, da don Vittorio e Maria Grazia alla loro prima esperienza missionaria. L’accoglienza offerta dai nostri bambini con tamburi e danze è stata così coinvolgente che anche i nostri ospiti si sono messi a suonare i tamburi e a danzare e alla fine i bambini sono diventati spettatori.

Anche questa volta don Raffaele ha trovato il tempo per offrire alla comunità un momento di ritiro insieme alla sua delegazione facendoci meditare sulla chiamata di Abramo.

Siamo riconoscenti a questi amici che ogni volta che vengono in Burudi riservano un po’ di tempo per noi e io personalmente ringrazio per la grande accoglienza riservatami durante la mia recente visita a Napoli. Il Signore benedica e ricompensi. A don Raffaele i nostri auguri per la missione che a gennaio inizierà accanto ai cappellani delle prigione italiane, un importante incarico che la conferenza episcopale italiana gli ha affidato riconoscendo le sue grandi dote umane e la sua esperienza di tanti anni donati nel servizio alla carcere.

Un’altra amica della missione che è ritornata tra noi è Tiziana, volontaria della Croce Rossa. Era suo desiderio trasmettere la sua esperienza come soccorritrice alla popolazione della nostra collina impartendo una formazione sulla disostruzione e altre tecniche di pronto soccorso.

Sono state programmate due uscite nelle colline di Bwoga e Rweza . Tiziana è stata accompagnata da Desirè, che da un anno percorre tutte le comunità che sono sulla nostra area di responsabilità sensibilizzando la popolazione per migliorare le condizioni igienico sanitaria, e da sr Celeste che ha fatto da interprete. Per raggiungere Rweza hanno dovuto percorrere diversi chilometri su sentieri scivolosi resi ancora più impervi a causa delle piogge e non sono mancate le cadute . E’ stata una bella esperienza che ci ha aiutato a conoscere meglio la nostra gente e dall’altro lato la popolazione ha dimostrato molto interesse per apprendere qualcosa di utile.

Preziose carico

I panettoni che sr Ada Nelly mi ha consegnato prima della partenza sono arrivati intatti per la gioia di tutta la comunità. All’imbarco a Venezia pensavo che me li avessero sottratti e invece tutto è passato con un largo sorriso della polizia che era in servizio. Hanno poi continuato la il loro viaggio lasciando, dietro di me e in aereo, il fragrante profumo di dolce fresco.

Poi allo scalo ad Addis Abeba, complice un personale di servizio alle pulizie che mi ha fatto passare, insieme ad alcuni passeggeri per la porta di transit che è in ricostruzione, mi sono trovata, senza saperlo, alla sala di imbarco contornando i controlli che in Etiopia sono rigorosissimi e che sicuramente mi avrebbero sottratto i panettoni. E per finire mentre ero all’imbarco l’operatore ha ritirato il mio bording pass dicendomi che avrei viaggiato fino a Bujumbura in prima classe. Non vi dico il disagio che ho provato trovandomi con gente di certa categoria e servita come una principessa ogni dieci minuti.

Posso dire che la mano di Dio mi ha accompagnato in questo viaggio e così a Natale anche noi avremo i nostri buoni panettoni.