Per guardare il volto dei poveri «senza arrossire», bisogna «offrire soluzioni concrete e reali» per vincere «la battaglia contro la fame e la povertà». Con queste parole il Papa si è rivolto al Consiglio dei Governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo incontrato presso la Fao a Roma.
Francesco ha esordito citando «i bisogni e le necessità della moltitudine di nostri fratelli che soffrono nel mondo», i quali «vivono situazioni precarie: l’aria è inquinata, le risorse naturali impoverite, i fiumi contaminati, i suoli acidificati; non hanno acqua sufficiente per loro stessi e per le loro coltivazioni; le loro strutture sanitarie sono molto carenti, i loro alloggi sono scarsi e difettosi». «Queste realtà – ha quindi sottolineato - si prolungano nel tempo quando, dall’altra parte, la nostra società ha compiuto grandi progressi in tutti i campi del sapere».
Eppure, ha proseguito Francesco, «siamo di fronte ad una società che è capace di progredire nei suoi propositi di bene, e vincerà anche la battaglia contro la fame e la povertà, se solo lo vorrà seriamente». Di qui il suo auspicio che si possa un giorno «ascoltare – non come uno slogan ma come una verità: "La fame non ha presente né futuro. Solo passato"». Per realizzare questo obiettivo, secondo Francesco, «è necessario l’aiuto della comunità internazionale, della società civile e di quanti possiedono risorse». «Le responsabilità non si evadono, scaricandole dall’uno all’altro, ma vanno assunte per offrire soluzioni concrete e reali».

La raccolta di generi alimentari per le famiglie in condizioni di difficoltà, ha dato risultati davvero buoni. Tutta la comunità parrocchiale è riconoscente nei confronti di coloro che hanno contribuito con generosità ad un aiuto per i poveri. Un grazie particolare alla Caritas.

Giovedì 7 giugno è morto a Treviso un giovane sacerdote, don Pierluigi Guidolin, fino a pochi giorni fa Rettore del Seminario Vescovile di Treviso. Due anni fa è venuto a parlare ai ragazzi che si preparavano alla cresima e ai loro genitori e padrini.
È stato un bravo sacerdote, che si è dedicato in particolare ai giovani del seminario diocesano. Preghiamo per lui e preghiamo anche perché ci possano essere dei giovani che con coraggio accolgono l’invito del Signore a diventare sacerdoti.

È stato completato il nuovo numero del Bollettino. Grazie al lavoro di chi ha portato dei contributi, a coloro che lavorano per la composizione e a coloro che si prestano per la distribuzione, possiamo essere informati sulla vita della nostra comunità. Se consideriamo che tutto, eccetto la stampa e la spedizione per posta, è fatto gratuitamente, possiamo dire che ogni numero è una bella impresa e un piccolo mattone utile a far crescere e a mantenere viva la nostra comunità.

Stiamo avviando questa esperienza di accoglienza proprio nei giorni nei quali i Vangeli ci ricordano che la famiglia di Nazaret ha trovato posto in un ricovero di animali e in seguito dovette rifugiarsi in Egitto. Senza pretendere di risolvere tutti i problemi dei profughi di oggi, anche noi vogliamo dare un contributo alle iniziative di accoglienza, perché, come cristiani, non vogliamo essere sordi e ciechi di fronte alle tragedie del mondo di oggi. Vogliamo porre un segno, anche se modesto, per dire che l’accoglienza, fatta in un certo modo, rende possibile una convivenza nella pace.

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