San Pietro, Porta Santa, Cupola e scout...Colosseo, piazza Navona, piazza di Spagnia, Pantheon e scout...Fori Imperiali, fontana di Trevi e ancora scout...

Sì, forse non eravamo proprio gli unici ad aver colto l'occasione del Giubileo della Misericordia per fare una Route a Roma! Tra i tanti clan che popolavano la capitale ci siamo pure "straordinariamente" imbattuti in quello di Caerano San Marco con cui, guidati da don Lucio Bonora, abbiamo potuto pranzare alla mensa all’interno del Vaticano e addentrarci nei meravigliosi giardini.

Sulle orme di San Paolo -che ha accompagnato la nostra catechesi, il Clan dei viaggiatori Liberi, di quest'anno- e insieme a due barbari Galli intenzionati a capirne qualcosa di più su Roma e sui romani, abbiamo visitato alcune tra le più importanti chiese che testimoniano il passaggio dell'Apostolo alle genti: San Paolo fuori le Mura, il Carcere Mamertino (dove, si dice, sia San Paolo che San Pietro vennero imprigionati) e l'Abbazia delle Tre Fontane. Ed è in quest'ultimo luogo, per tradizione ritenuto sede della decapitazione dell'Apostolo, che siamo arrivati in silenzio confrontandoci con la testimonianza di Saulo di Tarso nel deserto personale accostandoci al sacramento della riconciliazione e concludendo con la messa celebrata da don Davide.

In questo luogo di pace ci hanno raggiunto gli ex Partenti, dove Matteo (Totem Gabbiano Spontaneo) ha preso la “Partenza”, uscendo dal Clan testimoniando così i valori dello scoutismo.

Grazie all'intervento di don Davide che ha saputo far fronte all'intransigenza delle guardie svizzere in questioni di uniforme scout, tutti abbiamo potuto visitare anche le tombe dei papi e la necropoli sotto la Basilica di San Pietro in cui è stato rinvenuto il luogo di sepoltura del Santo.

Ma siamo stati avvistati pure all'Altare della Patria, al Colosseo, sulla Cupola di San Pietro, a Palazzo Chigi e in svariati altri monumenti che abbiamo individualmente raggiunto in una specie di “caccia al tesoro” in cui abbiamo dimostrato che pur essendo in pochi si può sempre giungere alla meta. E pure di notte dal Gianicolo, che domina la vista su Roma, durante la veglia che ci ha interrogati sulla Chiamata, la Fiducia, e sull’Amore

È a Rocca di Papa, un pese sui Colli Albani, che ci siamo messi davvero alla prova in un servizio per la Comunità di Sant'Egidio che prevedeva di aiutare nei compiti alcuni bambini provenienti da un campo rom fuori Roma. Il servizio era finalizzato a favorire l'approccio alla scuola per coloro che provengono da realtà diverse e difficili e che troppe volte trovano un muro piuttosto che una mano tesa ad accoglierli. Il peso dell'emarginazione e il bisogno di un aiuto vero ci è subito apparso dai bambini che vivono in una situazione di continua emergenza in un “campo” in cui manca di tutto. Il nostro aiuto ai volontari che per tutta l'estate si dedicano a questo progetto è stato limitato per il poco tempo, ma questo servizio ci ha spinti ad approfondire l'aspetto della ricerca del volto di Cristo anche nelle persone che vivono realtà più difficili.

Il bilancio del campo? Sicuramente positivo per aver unito l'occasione del Giubileo alla visita dei luoghi di San Paolo e all’aiuto alla Comunità di Sant'Egidio, dove ci è stata data dai volontari una straordinaria testimonianza di come può essere vissuto il servizio con la S maiuscola; per aver constatato che si può fare comunità anche in un Clan che si assottiglia e per esserci confrontati nell'ambito fede, nel nostro modo di essere cristiani.

E' d'obbligo il ringraziamento ai capi Irene, Eliseo e don Davide che hanno dedicato tempo ed energie per il campo e per le attività di tutto l'anno.

Che ci rimarrà da questa esperienza di servizio? Forse l'ha detto proprio papa Francesco all'Angelus di domenica 7 agosto a cui abbiamo assistito:

"[…]Gesù prospetta la vita come una veglia di attesa operosa, che prelude al giorno luminoso dell’eternità. Per potervi accedere bisogna essere pronti, svegli e impegnati al servizio degli altri, nella consolante prospettiva che, “di là”, non saremo più noi a servire Dio, ma Lui stesso ci accoglierà alla sua mensa."

Buona strada

Alice

 

2016 Clan Roma 209

 

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