Cari amici,

approfitto del ritorno di Giorgia e Tobia per mandarvi mie notizie.

Finora non vi ho scritto per due motivi. Mi sentivo occupato molto a entrare (o a rientrare?) in Ecuador dentro una realtà come la città che mi è sostanzialmente estranea, salvo, forse i miei 5 anni passati a Tunisi. È un luogo altro e diverso dalla campagna e ciò rappresenta una sfida molto significativa per il Vangelo. Il settore della città dove sono venuto a vivere con Graziano (don Graziano Mason, nativo di Loreggiola, è missionario diocesano in Ecuador), il sud di Quito, è il settore povero, ma non ha quartieri del tipo de las “villas miserias” di molte altre città latino-americane. Il secondo motivo per cui non ho scritto è perché non trovavo molte cose interessanti da farvi conoscere. Ora a distanza di quattro mesi dal mio arrivo posso dirvi per quanto riguarda l'occupazione del mio tempo che sono entrato pienamente a regime. Questo non è poco per un settantaduenne (quasi!) in pericolo di essere rottamato. Posso anche dirvi che le cose che mi vengono richieste sono di mio alto gradimento e si riferiscono alla lettura della Bibbia per le comunità di base, per i giovani e per tanti altri gruppi (l'equipe degli psicologi della Casa della famiglia, i promotori di salute...). Tutto questo mi impegna molto e mi aiuta a mettere la Parola di Dio a confronto costante con la vita della gente, secondo l'angolatura di ogni gruppo.

Carissimi Amici, Nella mia lettera di Natale vi raccontavo delle diverse attività che sto svolgendo. Per Pasqua vorrei approfondire il discorso su alcuni dettagli di questo lavoro di evangelizzazione. Prima di tutto vorrei farvi partecipi della gioia dei nostri Cattolici Thai che il 14 Febbraio scorso hanno avuto il secondo cardinale: Sua Eminenza Francesco Kriansak Arcivescovo di Bangkok e protettore del nostro Istituto Missionario Thailandese di cui io sono il responsabile.

Vi parlo un momentino di questo Istituto Missionario che ha missioni in Cambogia, Laos e Nord della Thailandia.

Domenica 26 Ottobre 2014; Mt. 22,34-40: amerai il Signore tuo Dio e il prossimo come te stesso”

Es. 22,20-26: non maltrattare la vedova e l'orfano

Nell'ultima domenica dell'Ottobre missionario, don Giuliano Vallotto, in partenza per la missione in Ecuador, ha salutato la sua comunità di origine. Nella S. Messa, all'omelia, commentando il Vangelo, ci ha lasciato delle riflessioni, che, come ha detto bene il Parroco don Leone, sono il suo testamento spirituale per la ricchezza di pensiero.

Ecco il testo.

Qual è il dovere più importante per un vero cristiano, per un vero credente, religioso e praticante?

La risposta di Gesù è “Ama il Signore tuo Dio e il prossimo tuo...”.

Forse una certa educazione cattolica ricevuta nel passato ha sottolineato molto l’amore a Dio”. Abbiamo talmente sottolineato i nostri doveri verso Dio e verso la verità, da mettere in ombra i doveri verso l'uomo. Abbiamo separato Dio dall'uomo e così ci siamo allontanati dall'insegnamento di Gesù. La prospettiva cristiana è un'altra. La potrei delineare con le seguenti riflessioni:

7 gennaio 2015. Mi sono deciso finalmente ad inviare queste pagine…ho fatto tardi perché volevo scrivere qualcosa sul periodo natalizio…molto intenso e ricco di intuizioni, di esperienze gioiose, di momenti speciali. Mi sono reso conto di non poter condensare tutto in poche righe. Farò del mio meglio per recuperare, puntualmente in ritardo, nel prossimo scritto!

Grazie dell’amicizia, della vicinanza e dell’affetto! Un caro saluto e l’augurio di buon anno nuovo!

Carissimi amici,

E’ da molto tempo che non ci sentiamo, ma ora che mi metto a scrivervi mi passate tutti per la mente e ringrazio il Signore perché voi siete importanti nella mia vita. Spero e prego che questa mia lettera vi trovi tutti in buona salute e sereni, riconciliati con Dio e con le persone che vi stanno accanto.

Questa è la grazia che chiedo per me e per tutti voi in occasione delle festività della nascita come uomo del Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo: che siamo in pace con Dio e in pace con tutti.

Riassumo ora brevemente quanto il Signore ha compiuto nella mia vita nell’anno che si sta chiudendo.

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