Dicembre 2016

Cari amici,
ho lasciato passare più di un mese prima di riprendere in mano la penna. Il progetto Muisne va avanti, quanto meno su due fronti: sul fronte dei contadini e sul fronte del reperimento di fondi anche locali. I contadini continuano a fare "minghe" (non è un vocabolo lombardo, è localissimo e significa lavoro comunitario). Hanno più fretta della burocrazia esmeraldegna che è lenta, lentissima.

La revisione delle domande si è conclusa. Il piano topografico e altimetrico che occorreva presentare è stato fatto. Ora mancano le macchine che il Consiglio Provinciale dovrebbe fornire per tracciare le tre stradine necessarie per ubicare le case. A questo punto devo dirvi che si è aperta in questo frattempo una nuova possibilità che avevo in mente, ma che non sapevo come si potesse realizzare.

Fin dal principio mi ero posto il problema di come cercare qui in Ecuador dei fondi perchè anche gli amici ecuatoriani potesserro collaborare con i loro fratelli colpiti dal terremoto. Qualche cosa abbiamo fatto a livello di parrocchia di Quito dove stiamo lavorando. La gente è stata generosa: tra un centro pastorale e l'altro abbiamo messo insieme una quota di quasi cinquemila dollari che non è poco data la situazione di periferia urbana nella quale viviamo. Naturalmente c'è bisogno di più, di moltissimo di più.

A questo punto per una sorpresa di Dio siè fatto avanti il Rotary Club di Quito che, deluso di un progetto anteriore, cercava un finanziamento per un progetto realizzabile nella zona di Muisne. Un giorno mi telefonarono, decidemmo un appuntamento. Rimasero molto entusiasti. Facemmo visite a Muisne e ora hanno a disposizione un bel gruzzolo (un terzo!). Con loro non si possono fare le cose con la spontaneeta' e libertà che caratterizza la vita dei nostri contadini. Occorre fare tutto in regola: occorre avere il permesso della Prefettura, del Ministero dell'Ambiente, bisogna presentare il progetto dell'acqua potabile e dell'evacuazione delle acque nere, dell'illuminazione... Questo complica e ritarda molto il progetto e lo rende più costoso! Daltra parte per il rispetto che dobbiamo ai contadini provati dal terremoto non possiamo tirarci indietro! Quindi andiamo avanti con speranza.

Sul fronte italiano ci sono state belle collaborazioni alcune provenienti da amici di Treviso e altre di Belluno (compresa la Caritas di Belluno). La Caritas di Treviso mi ha promesso che vedrà di organizzare una raccolta. Devo ringraziare tutti questi amici che ci hanno permesso di arrivare a quota trenta mila. Siamo tuttavia lontani dalla meta però ce la faremo! Non dubito che ci saranno amici che si daranno da fare e che collaboreranno con quello che possono. Da qui faremo la nostra parte, da lì pure! I contadini ci danno fretta!


Un saluto e un abbraccio.
don Giuliano

P.S. Avevo spedito in agosto il progetto, è un pessimo mese per richiamare l'attenzione sulla solidarietà, perciò mi permetto di rispedirlo scusandomi per l'insistenza.

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