Carissimi sorelle, amici e benefattori,

Il Natale è ormai vicino e vogliamo farci presenti per augurare a tutti voi i migliori auguri da pace e gioia.

Quest’anno la celebrazione dell’Incarnazione del Figlio di Dio riveste un significato particolare nella coincidenza dell’Anno della misericordia. Dio ci da in Gesù la prova più grande del suo Amore facendosi uno di noi per salvarci e ridonarci la dignità perduta. La sua misericordia ci avvolge ogni istante della nostra vita, è come il respiro che rigenera e dona serenità. Ci sentiamo immensamente grate a papa Francesco per questo dono alla Chiesa.

La Chiesa burundese, per iniziare solennemente l’Anno Santo in comunione con il Papa, l’otto dicembre ha organizzato la celebrazione nel santuario mariano di Mugera alla presenza di tutti i vescovi. Tale celebrazione è stata preceduta da una veglia durata tutta la notte. Nonostante era giorno feriale, la partecipazione è stata numerosa e come per il 15 agosto la collina si è riempita di mille colori. La domenica successiva nella cattedrale di ogni diocesi si è svolta la celebrazione di apertura della porta santa. Per la nostra diocesi ci sarà la possibilità di lucrare l’indulgenza nei tre santuari mariani e in altre sei chiese.

Ora abbiamo davanti a noi un anno da vivere intensamente facendo risuonare nel nostro cuore l’invocazione “misericordiosi come il Padre”. Saremo veramente beati se la metteremo in pratica coltivando un cuore aperto e sensibile alle necessità dei fratelli e le occasioni non mancano sul nostro cammino.

La situazione in Burundi continua preoccupare soprattutto a Bujumbura. Giorni fa c’è stato l’assalto a tre caserme con più di 200 morti tra militari e assalitori a cui è seguito una rappresaglia da parte della polizia in tutti i quartieri contestatari. Si parla di una novantina di morti e di molte persone prelevate e di cui non si hanno notizie. Tutto questo sotto la quasi indifferenza della comunità internazionale che minaccia sanzioni che in pratica significa sospensione dei finanziamenti da cui il Burundi ancora dipende e aumento della povertà Già delle organizzazioni internazionali che sostenevano i vari progetti hanno lasciato il paese. Emblematico è il caso di Maggie una donna coraggiosa burundese conosciuta a livello internazionale per aver accolto migliaia di bambini orfani della guerra civile e per aver fondato un ospedale pediatrico, scuole, assistenza a migliaia di poveri e malati di Aids. In seguito alle minacce ha dovuto rifugiarsi in Belgio. Su di lei il governo ha inviato un mandato di arresto accusandola di aver favorito le manifestazioni contro il terzo mandato dell’attuale presidente e ha bloccato tutti i conti bancari con la conseguenza che tutte le opere di assistenza e l’ospedale sono ora chiusi con notevoli conseguenze per la popolazione.

Da noi a Gitega la situazione è calma solo che si nota una presenza maggiore di polizia con controlli sistematici sulle vetture e bus provenienti da Bujumbura.

Il dialogo richiesto anche durante l’ultima conferenza della Unione africana non ma avuto riscontri positivi e anche la delegazione burundese inviata al consiglio della comunità europea non ha donato le motivazioni convincenti per assicurare la risoluzione della crisi politica.

La speranza è l’ultima a morire e ci auguriamo che il Natale ormai vicino e l’anno di grazia della misericordia apra i cuori di quanti hanno in mano il destino dei popoli nella ricerca di un mondo più giusto e fraterno.

Continuate a pregare per noi e per la nostra gente.

Buon Natale e auguri di un 2016 di grazia e misericordia da estendere alle vostre famiglie.

Con affetto e amicizia

Vostre Sr M. Antonella, sr M. Patricia, sr M. Karina Sr Celeste, sr M. Alejandra e sr M. Rocio, Renilde Annunciate e Spes.

Condividendo la missione…

Vincendo la paura. Dopo un lunga attesa finalmente la nostra madre generale Sr Umberta, vincendo la paura e la raccomandazione di non venire in Burundi perché segnalato come un paese da evitare, è arrivata tra noi. Con lei sono venute Tiziana, volontaria di Chioggia e sr Adalgisa delegata del Messico. Abbiamo vissuto momenti di grande fraternità e soprattutto ci siamo sentite più vicine a tutti voi. Tra i momenti forti vissuti c’è stato l’incontro con le famiglie delle nostre giovani in formazione. E’ stato bello conoscerci e constatare che anche le famiglie sono partecipi del cammino delle loro figlie che sostengono spiritualmente e materialmente. Si è colta l’occasione per presentare loro il carisma e la spiritualità della Congregazione, per pregare insieme e per condividere nella mensa comune la gioia di sentirci un’unica famiglia. Speriamo di ripetere annualmente l’esperienza.

Che bontà! La nostra mucca continua donare latte e ormai ogni giorno dobbiamo fare il formaggio. Ci stiamo specializzando a fare dell’ottimo yogurt alla frutta usando i prodotti del nostro frutteto: fragole, banane, mango. Ma quello che vi sorprenderà è che fabbrichiamo il gelato. Come? Renato, l’italiano che fabbrica l’olio di avocato, ci ha prestato la gelatiera che aveva in casa ferma da tempo e così noi ne approfittiamo e ci concediamo qualche sfizio con gelato alla panna, fragole, caffè, mango.

Preparando il Natale. Nostri bambini a preparare la tradizionale festa di Natale e sono già emozionati tanto che i canti di Natale che stanno imparando a scuola li cantano anche fuori, spesso davanti al nostro portone e le loro voci argentine accompagnano la nostra preghiera della sera.

Parrocchia Bwoga. I lavori di costruzione della nostra parrocchia riprendono dopo l’interruzione a causa della mancanza di fondi. Purtroppo la pioggia abbondante di questi ultimi mesi ha procurato dei danni e qualche muro dovrà essere ricostruito.

La gente però non si è persa d’animo e sta spianando il terreno per allestire delle tribune dove sarà celebrata la S: Messa di Natale con i battesimi di più di un centinaio di bambini.

Chissà quanto tempo ci vorrà per finalizzare il progetto, ma la decisione di celebrare la Messa qui è segno che la gente si sente comunità e desidera ardentemente la parrocchia. 

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