Caro Padre Gianfranco Agostino e fratelli e sorelle della Comunità Cristiana di Treviso,

non sono passate ancora 24 ore dal terribile terremoto che ha sconvolto la vita del paese. Fino ad ora si contano 235 morti e 1500 feriti e una quantità altissima e indefinita di abitazioni distrutte. La costa ecuatoriana e particolarmente la provincia di Esmeraldas e la regione di Manabì, con epicentro tra "la carissima Muisne" e Pedernales sono state semidistrutte.

L'Ecuador era già un paese in crisi a causa della caduta a picco del prezzo del petrolio, sua principale risorsa.

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Carissimi sorelle, amici e benefattori, vi giunga il nostro più fraterno saluto in questi inizi del nuovo anno. Ci siamo lasciati con la grande speranza di vedere finalmente superata la crisi politica che dal maggio scorso sta interessando il Burundi. Al contrario le cose peggiorano di giorno in giorno. Ogni tentativo di dialogo è fallito e si teme che poco poco si piomberà in un guerra civile. Ogni giorno si registrano morti e scomparse di persone. Molti sono ancora i rifugiati nei campi profughi del vicino Rwanda e Congo, si parla di circa 200.000.

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Carissimi amici,

Oggi 5 Marzo torno da un giro in giardino e vedo che gli alberi di mango stanno fiorendo adesso, con due mesi di ritardo, segno del cambiamento climatico. Ho notato anche che il gran canale che porta l’acqua per irrigare le risaie e le coltivazione di vegetali e’ quasi secco, segno di una imminente siccità (ricordiamo che cinque anni fa abbiamo avuto un’ alluvione di dimensioni bibliche).

La situazione politica non e’ cambiata, siamo ancora sotto la dittatura militare. E anche se il prezzo della benzina e’ sceso, il costo della vita continua a crescere. Questo e’ il momento degli usurai che fanno fortuna sulla miseria della gente. Distribuiscono danaro al 5%, 10%, 20% di interesse al giorno. .. La povera gente perde quel poco che ha perché non può pagare ne’ gli interessi, ne’ il fondo.

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Quito Sur, 21.XI.2015

Cari amici,
che avete vissuto l’esperienza di accoglienza avviata a Cavaso del Tomba e consolidata successivamente a Giavera e in molte altre case e iniziative di parrocchie e di amministrazioni comunali, sento il bisogno di scrivere perché sta arrivando fino a qui, in Ecuador, l’eco dei sentimenti di rifiuto e perfino di vendetta che si stanno diffondendo con aggressività in tutta Europa. In momenti cos’ gravi di sconvolgimento trovo necessario prendere le distanze per ripensare tutto alla luce della storia passata.
I fatti di Parigi sembrano smentire clamorosamente la cultura del dialogo e dell’accoglienza che aveva trovato in Francia, molto prima che in Italia, un cantiere, un laboratorio di esperienze e di prospettive per costruire un futuro di rapporti buoni e fecondi tra religioni e culture differenti.

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Lettera di Natale 2015

Carissimi amici e sostenitori a distanza dei nostri bambini, in un momento in cui tutti nel mondo si chiedono se ci sara’ un futuro per il nostro pianeta, noi vogliamo ancora una volta ascoltare la parola di Dio che fa luce sulle parole degli uomini e sugli avvenimenti che ci preoccupano:“Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare delle iniquità l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà fino alla fine sarà salvato. Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine”. (Mt 24;11-14) “In quel giorno coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”. (Daniele 12,3)

Permettetemi di illustrare questa profezia con il seguente fatto.

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