Dal Mozambico scrive Sr. Maria Pedron alla quale è arrivato il nostro contributo tramite Sr. Gabriella Visentin: è una vera manna dal cielo per comperare medicine per i poveri, perché per loro non c'è nessun aiuto statale.       

Anche dall'Uganda arriva una lettera di ringraziamento: Sr. Anna Pia De Marchi ha consegnato il nostro contributo alle consorelle, che in Uganda, paese dove ha curato per tanti anni malati di lebbra, continuano ad annunciare il Vangelo con la Parola e le opere di carità.     

Don Giuliano Vallotto dall'Ecuador ci tiene informati sul suo lavoro per far incontrare soprattutto i giovani attorno ai valori della solidarietà e del rispetto ambientale:                                                                                           

Cari amici,

È da molto tempo che non ci sentiamo. Penso sia dai giorni

dell'inondazione. Da allora sono successe altre cose e mi pare giusto riaccendere la comunicazione.

Per quanto riguarda i problemi causati dall'inondazione si sono affrontati quelli più urgenti, ma non è stato messo in opera il piano più globale perché il proprietario dei mezzi movimento terra ha tempi lunghi e pretesti personali per non dedicarsi all'opera. Speriamo che la “melina” finisca presto. Per fortuna siamo ancora nella stagione “secca”.

Nel frattempo, sono avanzate altre case, soprattutto con i giovani della comunità. Il campo sportivo, con dimensioni regolamentari, è stato inaugurato con una magnifica partita che ha visto confrontarsi i nostri giovani con i giovani della vicina scuola superiore presente al completo. Durante il mese di agosto sono venuti a lavorare con la gente del posto cinque giovani italiani del Gruppone missionario che si sono fermati nel nostro villaggio quasi tutto il mese, insieme ai giovani del posto e altri di Quito e Salinas.

Ho dovuto tirare gli orecchi un po' ai giovani di Quito nella riflessione finale di bilancio che abbiamo fatto, anche se alcuni di loro si erano realmente impegnati.

Il lavoro del mese di agosto si è concentrato nella riabilitazione della “chanchera” (una vecchia ma solida stalla per i maiali) e nella costruzione di una struttura di legno e canna-bambù per attività con giovani e bambini. Il mese di agosto si è concluso con un bilancio di lavoro, di amicizia, di scambio interculturale eccellente.

Nel mese di settembre abbiamo avuto come ospiti undici giovani dell'associazione “LIBERA” provenienti dall'Italia (anche se due di loro risiedono in Finlandia e in Belgio). Hanno lavorato sodo con i nostri ragazzi su due iniziative. La prima consiste in un “sendero ecologico” che passa ai confini della proprietà collettiva. È un’idea pensata ed ora in fase di realizzazione da parte dei ragazzi locali. Vi assicuro che è un’idea bella e interessante, tra scimmie, tartarughe, serpenti, garze e altro. Il sentiero ecologico, su cui i giovani di “LIBERA” insieme con i nostri hanno lavorato con entusiasmo, può fare un grande servizio anche ai gruppi (soprattutto gli studenti) che stanno richiedendo le nostre strutture comunitarie molto semplici, per incontri, riunioni e ritiri. L'altra iniziativa su cui si è lavorato nel mese di settembre è la biblioteca. Abbiamo una certa quantità di libri che vado a comprare nei negozi di libri usati. Sono ancora pochi (300?). Il mio sogno è che si possa avere la produzione letteraria di tutti i grandi scrittori latino-americani con un settore speciale di letteratura afroamericana della provincia di Esmereldas che è la nostra.

Certamente prima di Natale ci risentiremo. Per i primi di giugno 2020, se Dio vuole, farò una visita a casa.

Ciao. Un abbraccio forte forte.

Don Giuliano 

Dall'Angola, paese in grave crisi economica, scrive Sr. Rosalia Scoizzato: si augura che il Natale porti ai poveri qualche speranza:

Carissimi amici del Gruppo “Missione e solidarietà”, con l'augurio natalizio desidero raggiungervi là dove Dio vi ha posto per costruire il suo Regno di giustizia e di pace, senza esclusioni e pregiudizi, perché so che amate ogni uomo con semplicità e sollecitudine.                                                               

Ecco qualche notizia da questa terra angolana, dove ogni giorno la gente lotta per la sopravvivenza, perché la crisi è entrata con forza e non dà spazio e respiro per alzare la testa e sperare in un avvenire migliore.           

Al Centro Medico arrivano quotidianamente bambini in condizioni disperate; nelle famiglie si mangia una volta al giorno, quando ce n'è: questa refezione consiste unicamente in un po' di riso. Molti bambini vanno a letto dopo aver bevuto un po' di acqua calda e, stanchi e sfiniti per il tanto piangere per la fame, si addormentano. Non sto esagerando, anzi...Questa è la situazione della periferia, ma presente anche in tutto il paese. I prezzi sono elevatissimi e i salari, per coloro che hanno la fortuna di avere un lavoro, sono bassi e insufficienti. Sono molti i genitori che non possono mandare i loro figli a scuola, non avendo i soldi per pagare il trasporto e i quaderni. Il Presidente ha detto in televisione che si tratta di una “turbolenza” passeggera. La situazione non cambia e intanto le ricchezze dell'Angola vengono sfruttate dalle multinazionali. La gente è stanca, direi quasi sfinita, perché non vede all'orizzonte una via d'uscita e ...intanto si va verso il Natale. Speriamo e auguriamo a tutti e a ciascuno che la capanna di Gesù, molto simile a quella dei poveri, ci aiuti ad avere fede in un futuro prossimo di pace, di serenità e di sufficienza alimentare.                                       

Ad ogni loreggiano, ai sacerdoti e a tutti un particolare augurio di un Santo Natale e un nuovo anno colmo di benedizione.        Con grande stima e amicizia,                                                                                   

Sr. Rosalia Scoizzato

La lettera di P. Adriano Pelosin dalla Thailandia è uno spaccato del “Vangelo oggi”: Gesù continua a “beneficare e risanare” (Atti 10,38):

Carissimi,

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso” (Lc.12:49)

Queste parole di Gesù sono un desiderio ardente dentro di me. Vorrei che tante persone fossero incendiate dal fuoco dell’amore di Dio che diventa amore salvatore.

Il figlio di Dio che è eternamente con il Padre si è fatto uomo ed è vissuto in mezzo a noi, ci ha mostrato il volto e il cuore del Padre accogliendo tutte le persone ammalate e distrutte dal male fisico e morale. È stato ucciso perché il male resisteva alla sua azione sanatrice redentrice. È risorto per mostrare che nessuno può ostacolare la sua azione di salvezza e ci ha mandato il suo Santo Spirito perché noi continuassimo il suo lavoro nella storia.

Questo avviene nella chiesa in tante parti del mondo. Nella nostra piccola chiesa di Pathumthani, Thailandia siamo testimoni della potenza dello Spirito Santo ogni giorno. Un gruppetto di giovani di 14-15 anni, ragazzi e ragazze provenienti dagli slum (baraccopoli) alcuni già battezzati altri che si preparano al battesimo usano il loro tempo libero soprattutto il sabato e alla domenica e durante le vacanze per visitare gli anziani abbandonati, portano a casa i panni e li lavano, fanno pulizia nelle case, portano gli anziani all’ospedale e li assistono; leggono il vangelo assieme tutte le domeniche e lo commentano. In questo sono guidati da alcuni cattolici che pure sono stati guidati dallo Spirito Santo a far questo con gioia.

Il 26 ottobre ho battezzato un ragazzo di 15 anni cacciato via da casa perché la mamma non lo ha mai riconosciuto come figlio e perché vuole essere cristiano. Per tre anni studia il catechismo e legge la bibbia di nascosto, chiede a un prete di battezzarlo, ma questi si rifiuta, viene al campo vocazionale alla nostra chiesa di San Marco; io mi informo bene sulle sue intenzioni e sulla sua conoscenza della fede e mi accorgo di essere davanti a un ragazzo straordinario innamorato di Dio e pieno di amore verso tutti soprattutto i più poveri, adesso vuole entrare in seminario.

Un po’ di tempo fa una donna molto piccola, di 26 anni, ma sembrava ne avesse cinquanta, mi portò la figlia di undici anni perché la madre è gravemente ammalata e sta per morire. Proprio così. Di fatti questa signora è ammalata di AIDS e non prende le mediche da più di un anno perché lei dipende da un ospedale lontano 800 km e non ha i soldi per fare il viaggio e non può trasferire il suo diritto di avere medicine gratis perché non ha la carta di residenza… la povertà delle povertà di poveri… Qualche giorno dopo è venuta con il suo secondo marito pure ammalato di AIDS dalla nascita e cieco di un occhio di soli 23 anni; anche lui si prepara a morire perché da quando è morta la mamma di AIDS anche lui vuole morire. Io e quattro bravi cattolici abbiamo parlato a lungo con questa coppia dicendo che la chiesa è la nostra comune madre e la chiesa ha il potere dello Spirito Santo di risanare i corpi e gli spiriti delle persone che vengono a lei, li abbiamo incoraggiati e benedetti e abbiamo programmato il viaggio per andare a prendere le medicine e ci stiamo interessando per trasferire la residenza della signora. Mentre se ne andavano ci hanno chiesto anche di pagare l’affitto della loro stanza; acqua e luce, perché il padrone li aveva cacciati via. Nei primi giorni di settembre abbiamo accolto alla nostra chiesa un ragazzo di 17 anni, drogato. Un missionario thailandese in Laos ci ha chiesto questo piacere. Il ragazzo ha reagito bene: dice di essere rinato.

Abbiamo anche accolto un ragazzo abbandonato dai genitori che viveva con i nonni molto poveri. È molto felice di avere trovato una nuova famiglia. Questo fuoco si propaga: la padrona cattolica di una scuola privata per bambini ricchi ha accolto questi ragazzi alla sua scuola e possono studiare gratis. Una signora cattolica, missionaria laica, li porterà a scuola ogni mattina con la sua auto.

Avrei ancora tante storie e miracoli da raccontarvi ma finisco qui. Vi chiedo di pregare per me e per i miei collaboratori affinché possiamo essere sempre uniti alla sorgente del fuoco (l’amore di Dio per noi) e affinché molti siano incendiati da questo fuoco. Dio si è fatto veramente uomo e vive in mezzo a noi. Emmanuele.

Ringrazio tutti della vostra comprensione, del vostro aiuto, delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici per la nostra e vostra missione.

Buon Natale e Buon Anno Nuovo 2020.

P. Adriano Pelosin