E anche quest’anno è ricominciata una nuova avventura scout per tutti: Lupetti, Reparto, Clan/Fuoco e Capi.

Ebbene Sabato 17 ottobre 2015 il sagrato della chiesa di Loreggia era affollata di gioventù pronta pronta a conquistare il mondo. Si perché quest’anno l’apertura Scout è stata vissuta insieme all’ACG e ai bambini del catechismo.

Ci siamo trovati nel campetto sportivo dietro alla chiesa per un super cerchio tutti insieme. Qui, i capi scout avevano organizzato un grande gioco suddiviso in cinque fantastici giochi che ci hanno occupato il pomeriggio. Divisi per squadre miste dei vari gruppi, i giochi prevedevano: fazzolettone, tiro alla fune, bandiera genovese, palla avvelenata, e mussa.

Ogni squadra aveva un proprio nome ed un proprio urlo di battaglia scelti dai partecipanti, inutile dire che c’era un premio per la squadra che totalizzava più punti!

Ebbene sì, orde di bambini e giovani che correvano su e giù per il campetto.

Finiti i giochi, fatta la premiazione della squadra migliore ed il cerchio finale, ci siamo spostati all’esterno dell’Oratorio,dove il NOI ci ha offerto bibite, cioccolata calda e dolci per riprenderci dalle corse dei giochi. Grazie.

Ed ecco che ridendo e scherzando era arrivata l’ora della SS. Messa, partecipata da tutti i presenti genitori compresi, pensate la Chiesa era addirittura più piena di quando ci sono sette battesimi ed un matrimonio lo stesso giorno. Infatti noi Scout con ACG siamo finiti in fondo alla chiesa.

Dopo messa, noi Scout ci siamo ritrovati insieme alla Casa del Giovane per la cena al sacco, composta da panini e buonissimi dolci. (Si, vogliamo ancora un po’ di dolci, grazie. Il Clan vi aspetta non con le mani in mano, sapete dove trovarci).

Ed ecco che arriviamo al momento più importante dell’Apertura dell’Anno Scout, quello dei passaggi. Perché ad inizio anno, c’è chi passa dai Lupetti al Reparto, chi dal Reparto al Clan/Fuoco, alcuni capi concludono il loro cammino Scout ed altri iniziano il loro percorso. Dopo quindi esserci tutti spostati ai Tre Ponti, i passaggi erano basati sull’attraversare una tenda montata per l’occasione, dove da un lato si salutava il proprio gruppo, e dall’altro si veniva accolti in quello nuovo. Tutto ciò reso più magico solo dalla luce dei lumini.

Per il passaggio del Clan inoltre, i nuovi arrivati hanno attraversato la tenda con sulle spalle uno zaino pieno di simboli, che subito dopo gli sono stati spiegati dai membri del Clan. I simboli rappresentano i punti su cui si basa la Carta di Clan: Fede, Servizio, Comunità, Strada e Scouting. Con questo il Clan da il proprio benvenuto ai due nuovi Novizi: Thomas e Leonardo!

Mentre dai lupetti al reparto sono passati Jacopo, Damiano, Tomaso, Laurentia, e Alessandro.

Una volta conclusi i passaggi, i Capi, camminando su un sentiero a forma di forcola creato con i lumini, hanno raggiunto i rispettivi gruppi che seguiranno quest’anno e salutato quelli che non cammineranno più con noi, sotto una pioggia di lacrime e risate. Conclusi i passaggi, siamo tornati in Casa del Giovane, per le pulizie e per un piccolo fuoco serale in compagnia, per poi concludere la giornata, salutarci e prepararci per le prime riunioni.

Con questo non mi resta che augurare a tutti buona strada, buona caccia e buon anno scout!

Dario (Tasso Laborioso)

 

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SUPEREROI IN UNIFORME

Quando si pensa ai lupetti, si tende a pensare a dei bambini vestiti di azzurro, col cappellino in testa che fanno giochi e bans in piazza. Quest’anno però domenica 23 Agosto Loreggia ha assistito alla partenza di 25 supereroi che avevano una missione ben precisa da compiere: approdare a Campolongo sul Brenta per aiutare un omino strano proveniente dallo spazio a sconfiggere il mostro che andava in giro a spargere solitudine, perché secondo lui “da soli è meglio”.

Questo è stato il tema in cui abbiamo immerso i nostri supereroi durante le vacanze di branco. Come ogni supereroe che si rispetti, erano a gruppi e ogni gruppo era dotato di un superpotere: super vista, super udito, super forza e super elasticità.  Scoperta l’esistenza di queste loro nuove doti, abbiamo potuto cominciare gli allenamenti, in modo che il mostro non ci trovasse impreparati al suo arrivo. Era necessario imparare a controllare le nostre nuove doti, per poterle poi utilizzare al meglio.

Andando avanti col campo, però, si renderanno conto che il loro potere è un incredibile vantaggio, ma può diventare anche un grosso limite. Per trovare l’antidoto contro la malvagità del mostro hanno dovuto infatti fare affidamento anche sui poteri degli altri supereroi.

Gradualmente dunque ogni supereroe si è reso conto che ognuno di loro aveva un punto di forza da valorizzare, senza però dimenticare che se li avessero tenuti solo per loro l’efficacia sarebbe stata limitata. Quindi non è vero che “da soli è meglio”, anzi: mettere a reciproca disposizione le doti di cui si dispone è l’unico modo per costruire davvero qualcosa. È proprio in questo modo che abbiamo sconfitto il mostro durante la battaglia finale!

Anche supereroi così allenati e coraggiosi però, sentono la mancanza dei genitori, quindi domenica 30 Agosto si sono goduti il riposo del guerriero tra le braccia della mamma e del papà, mentre raccontavano loro tutte le nuove esperienze.

Noi Vecchi Lupi, anche noi un po’ supereroi, cogliamo l’occasione per ringraziare i genitori che si sono resi disponibili per la buona riuscita del campo, i cambusieri che ci hanno viziati con ogni lauto pasto e Don Luca, per aver trovato ben due giorni da dedicarci.

I Vecchi Lupi

 

2015 VdB Campolongo sul Brenta

“Ragazzi, voi che siete giovani potete aiutarci a scaricare la spesa che abbiamo in macchina?”; “Good morning, I'm sorry the place fifteen, sixteen wagon nine are occupied?”; “Vi offriamo qualcosa noi...” e “Per arrivare su prendiamo l'autobus!” sono le frasi che non potremo dimenticare (soprattutto la seconda) di questa Route che ci ha portato a Siena ri-calpestando le orme di tre illustri pellegrini (e un cavallo). Ma partiamo dall'inizio...

Il nostro di quest'anno è stato un campo mobile (Route) sulla via Francigena, un itinerario di pellegrinaggio che unisce Canterbury a Roma. Abbiamo scelto di percorrere il tratto che va da Gambassi Terme (Firenze) a Siena dove siamo stati testimoni del “Miracolo Eucaristico”: le ostie consacrate incorrotte da ormai 300 anni, conservate nella Basilica di San Francesco.

Il tragitto prevedeva tappe tra i 15 e i 20km con le soste a San Gimignano (dove non ci ha fermato la pioggia torrenziale), Torraccia di Chiusi (dove non ci ha fermati la tentazione di una mitica piscina a filtro svedese e una straordinaria ospitalità), Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Castellina Scalo e Siena.

Durante il cammino ci è stata accanto la figura dell’Apostolo Pietro, non nella veste di Santo e guida del popolo cristiano ma di uomo con il suo rapporto con gli altri, con la fede e con Dio che come per noi è stato più volte controverso, “umano”. Ci hanno accompagnato anche altri tre personaggi che pare (o siamo noi a volerlo credere) abbiano percorso guarda caso il nostro stesso tratto di Via Francigena e sono stati esempi del motto che ben compendia l'avventura di questa Route: “la gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze”. Le storie giusto un po' rivisitate di questi tre pellegrini ci hanno dato anche lo spunto per riflettere su alcuni aspetti del servizio e ciò ci ha portato a parlare del Punto della Strada, una verifica del nostro percorso di fede, scouting, strada, servizio e comunità per migliorarci e aiutare gli altri a fare altrettanto perché la condivisione del cammino, della fatica, delle nostre capacità ci rendono quel “gruppo coeso” con cui ci siamo definiti nella Carta di Clan.

Ma la nostra è stata anche un'esperienza che ha arricchito noi stessi, infatti tutti siamo stati esortati a “gettare la maschera” e esaltare le nostre capacità migliori magari aiutati da chi, secondo noi nel Clan, avrebbe potuto darci una mano.

Fondamentale, quasi provvidenziale, è stato in alcuni momenti l'aiuto di qualche toscano che, pur avendo un sistema di misurazione delle distanze un po' diverso dal nostro, ci ha aiutato a ritrovare la strada o ad asciugare noi e le nostre scarpe dalla pioggia.

La fatica della strada, il peso dello zaino e le vesciche non sono state sufficienti a frenarci da cacce al tesoro (e al cavallo), interessanti discussioni, una visita guidata a Siena tra contrade, bandiere, Basiliche, Duomo e la famosa piazza addobbata per il Palio. Non dimentichiamo un tour ultrarapido di Firenze mentre aspettavamo la coincidenza per casa.

Al campo ci siamo tolti la maschera che ogni giorno portiamo per guardarla con gli occhi del compagno accettando consapevolmente i nostri pregi e difetti, accettando noi stessi, la nostra umanità.

Per tutto questo dobbiamo ringraziare i capi: Eliseo, Irene, Myriam e Don Luca che ci hanno guidati in questo campo e durante tutto quest'anno che, dobbiamo ammetterlo, è risultato ben sopra le nostre aspettative. In particolare un grazie a Don Luca che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto fondamentale nell’ affrontare i molti temi della fede che non saremmo stati in grado di trattare senza la sua guida, ma anche nelle scelte quotidiane che ogni giorno ci chiamano a misurarci. Grazie alla sua umanità e alla passione per il servizio pastorale abbiamo potuto conoscere da vicino la conversione dell’Apostolo Pietro in Route ma soprattutto il vivere la fede nella comunità parrocchiale durante questi tre anni.

Cosa ci ha lasciato questo campo? Ognuno ha risposto a modo suo a questa domanda, ma nelle nostre risposte le parole più frequenti sono state “crescita”, “cammino”, “consapevolezza”.

Alice

Clan dei Viaggiatori Liberi, Loreggia 1

P.S. Se vi capiterà di peregrinare per la via Francigena, magari passando per Torraccia di Chiusi, portategli i nostri più caldi ringraziamenti per la generosa ospitalità e la cortesia offerta.

Route ViaFrancigena 024

Tu, cosa puoi fare per rendere migliore e più sicuro il posto in cui vivi?

Questa è la domanda che ci siamo posti leggendo la Carta del Coraggio (vedi articolo precedente) scritta alla Route Nazionale 2014.

Da un paio di mesi, il nostro Clan dei Viaggiatori del Loreggia 1, sta affrontando un argomento, detto “Capitolo”, riguardante il territorio che ci circonda. Buona parte di questo capitolo è incentrato sull’analisi idrica del territorio. Abbiamo pertanto organizzato una serie di incontri con esperti del settore, con il responsabile della Protezione Civile e con il Sindaco Fabio Bui.

Il pezzo forte di questo capitolo è stata l’esercitazione con i volontari della Protezione Civile di Camposampiero organizzata dalla Pattuglia di Protezione Civile Scout della Zona Agesci di Castelfranco V.to. La pattuglia è riconoscibile perché se la tirano per il loro fazzolettone di colore arancio (sia chiaro che ne vorrei uno anch’io). L’obbiettivo dell’esercitazione è stato quello di capire cosa un normale cittadino può/deve fare in caso di esondazione nel proprio territorio.

Cosi, Domenica 28 Giugno, mentre tutta la popolazione si dedicava al meritato riposo domenicale, il nostro Clan ed i volontari della Protezione Civile erano sotto il sole cocente pronti per le grandi manovre. L’attività, durata tutta la mattina, ci ha insegnato a preparare e a posizionare i “mitici” sacchi di Sabbia, abbiamo simulato le operazioni che la protezione civile compie nel caso si apra un varco nel fiume, abbiamo finalmente capito cos’è il famigerato “fontanasso” e come va gestito. Infine un operatore sanitario ci ha mostrato alcune manovre di primo soccorso, da applicare nel caso in cui una persona si senta male. L’esercitazione ci ha inoltre insegnato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche di saper usare un badile, abbiamo scoperto che per portare una carriola carica di sacchi di sabbia bisogna essere almeno in due ed abbiamo addirittura provato, con immensa soddisfazione, ad usare una “lancia per idranti”.

Per quel che ci riguarda l’attività che ci è stata proposta ha soddisfatto pienamente le nostre aspettative.

In conclusione, un sentito ringraziamento ai volontari della Protezione Civile che, nonostante il caldo, si sono prestati per l’attività rivelandosi capaci e molto disponibili. Un grazie anche alla pattuglia della protezione civile scout della zona e, in particolare a Romolo Canciani, che ci ha proposto con entusiasmo l’iniziativa.

Noi ci rivediamo a ottobre con la conclusione del Capitolo.

Buona strada

Gabbiano Spontaneo

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Con la mente caricata al massimo di energia ed entusiasmo e lo zaino pieno di indumenti pesanti per passare quella che si prospettava una notte a dir poco gelida, sabato 20 giugno siamo partiti nel far del giorno per il Challenge, un evento di zona per soli Noviziati. Il Challenge è una sfida, che si cimenta su più prove da superare lungo un percorso.

Ripartiti da Possagno con un lungo gregge di auto, sbagliato strada, rotto una frizione e attraversato una mandria di simpatiche mucche siamo (fortuitamente) arrivati a Malga Camparona un posto disperso sul monte Grappa a circa 1300 s.l.m.

Lì abbiamo subito montato le tende sotto una lieve pioggerellina e mangiato sotto una rovinosa grandinata al riparo in una stalla.

A causa delle complicazioni atmosferiche con circa un'ora di ritardo siamo stati divisi in pattuglie formate da tre (per i più fortunati/e quattro) persone provenienti da Noviziati di diversi gruppi scout della zona Agesci di Castelfranco V.to.

Con tante domande siamo dunque partiti alla volta delle postazioni con l’ausilio di bussola, cartina e coordinatometro, come i veri scout. Le tappe prevedevano attività riguardanti: sicurezza in Route, primo soccorso, montaggio tenda (la più estenuante!), messa in sicurezza in montagna, servizio antincendio, ponte tibetano, botanica e comunicazione radio.

Tornati al campo base, dopo aver coperto circa mezzo percorso, abbiamo partecipato alla SS. Messa. La cena sempre per pattuglia era un’altra prova per testare la nostra creatività e abilità ai fornelli, seguita da una scenetta con il gioco notturno che prevedeva il recupero di palloncini illuminati da starlight (ancora un’altra prova).

La preghiera serale ci ha fatto riflettere sui nostri talenti, bellissimo momento perché almeno questa non era una prova e tutti a dormire con un caldo te e un buon dolce.

Svegliate alle 6.30 da un urlo alquanto insolito in una splendente domenica, dopo aver fatto colazione, siamo partite con le nostre pattuglie per completare le prove che non avevamo fatto il sabato.

Concluso il percorso siamo tornati al campo pensando chi avesse vinto. Senza un attimo di tregua abbiamo smontato le tende, pranzato con la pasta preparata dalla cambusa e preparati per concludere l'evento. Il cerchio è iniziato con il mostrare a tutti il simbolo che meglio rappresentava il Talento scoperto in questo Challenge come chiedeva la preghiera del mattino, poi è stata premiata la pattuglia che aveva totalizzato più punti in tecnica e stile nelle varie prove sostenute.

Ringraziamo tutti i capi e volontari che nelle prove ci hanno insegnato cose nuove indispensabili per la Route e la cambusa per la pasta buonissima.

Il nostro super ringraziamento va a Myriam e Eliseo che hanno vissuto con noi questa avventura e che insieme a Irene e don Luca ci hanno supportate in tutto il percorso del Noviziato Fenice 2014/2015.

Buona strada.

Greta, Alice, Silvia

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