Sabato 11 gennaio alle ore 15 armati di zaino, uniforme, cibo e spirito di avventura ci siamo incamminati, accompagnati dai nostri capi verso la nostra mèta: l’oratorio di Piombino Dese.min 20200202 scout uscita pdese

Lungo il percorso ci ha accompagnato un bel sole invernale, delle buone chiacchere e i racconti dei capi che ci hanno fatto viaggiare su e giù nel tempo. Certamente non sono mancate le “indecisioni” su che strada fare per arrivare presto ma in modo sicuro e c’erano opinioni contrastanti anche tra i piombinesi stretti. 

Una volta arrivati a Piombino sistemato i nostri bagagli abbiamo acceso i fuochi nel cortile adiacente e divisi i compiti: alcuni hanno montato i treppiedi a cui avremmo appeso le nostre pentole per cuocere la più classica delle pastasciutte, mentre altri accendevano il fuoco. Facendoci compagnia e caldo l’un l’altro abbiamo atteso che l’acqua bollisse e poi abbiamo cucinato la nostra cena, a volte in modo un po’ “alternativo” ma sicuramente pratico, fatta eccezione per le lunghe sedute di scolo dell’acqua, PROMEMORIA: Non dimenticare più a casa lo scolapasta se si cucina per 30 persone.

 

Come si fa a diventare Santi? Qual è la scintilla che accende il fuoco ineguagliabile della fede? È questo quello che abbiamo cercato di capire noi ragazzi del Noviziato Fenice e del Clan dei Viaggiatori Liberi del Loreggia 1 come tema del nostro campo invernale in località Caoria il 26-27-28 dicembre 2019.min 20200202 campo inv scout

È una domanda difficile. Spero di non scoraggiare i capi e il sacerdote che ci ha accompagnato dicendo che non abbiamo ancora una risposta certa. Quello che sappiamo però, è che è un lungo cammino, pieno di bivi, strade tortuose e alle volte anche di vicoli ciechi. Al fedele spetta trovare la sua strada seguendo la luce di Dio sull’esempio di Gesù, e non scoraggiandosi di fronte alle difficoltà, per quanto grandi possano essere.

 

2018 - CAMPO DI GRUPPO LOREGGIA 1

Ti EMi PodemoOsare

Ebbene sì abbiamo OSATO. Per festeggiare i 40 anni di scoutismo a Loreggia non sono bastati 3 giorni a maggio, quindi il nostro gruppo ha deciso di OSARE alla grande condividendo anche l’esperienza del campo tutti assieme dal 9al 19 di agostoin località Tramonti di Sopra!

Tema il TEMPO grande maestro di vita, vivendo giorno dopo giorno, nuove avventure nel tempo passato, presente e futuro.

- “Ma sentiamo dalla viva voce dei nostri capi Reparto Orizzonte”

-”Fabio, come avete proposto il Campo di Gruppo?”.

- “Non è bastato un guado impetuoso a fermare, o marginalmente arginare, la ricercadel “Flusso Canalizzatore” che 18 ragazzi hanno affrontato tra: tende rialzate (sopraelevate) e a terra, lavandini poco comodi, toilette in lamiera, caldo di giorno e freddo di notte, odore di piedi asfissiante, le gelide Pozze Smeraldine e vita gomito a gomito con affettuosissime zecche.Sono solo alcuni dei deterrenti che abbiamo citato ai ragazzi per dissuaderli dall’avventura in cui si stavano per spingere, ma non hanno mollato.”

- “Damiano, quali sono state le attività svolte?”

La voglia di stare assieme, divertirsi e fare fatica (un pochino solo) ha prevalso anche quest’anno. All’insegna della ricerca dei pezzi che avrebbero permesso a Doc e a Marty McFly, celebri protagonisti di “Ritorno al Futuro”, di far viaggiare nel tempo i ragazzi affrontando prove di ogni tipo. Dalla gara di cucina alla Trappeur nella preistoria, alle Olimpiadi nell’antica Grecia, dalle sfide a Bomba nella Seconda Guerra Mondiale, alla costruzione di razzi ad acqua nel futuro più remoto. E così tra cerimonie Indiane e fuochi di bivacco il clima tra i nostri ragazzi si è fatto sempre più felice, di collaborazione e, tanto che si è vista la voglia di stare assieme e di non lasciarsi fino alla massacrante sistemazione del magazzino.Nessuno ha lasciato gli altri a lavorare soli, ma tutti, seppur sfiniti hanno regalato quel poco di energia che rimaneva per dare una mano. Credo sia una delle scene più belle per noi capi, vedere la disponibilità che abbiamo dato tornare indietro come un boomerang e vederla esplodere nei ragazzi con gli occhi lucidi di fatica e di felicità per l’esperienza appena conclusa.

- “Francesca cosa rimane da dire?”

Grazie chi come Irene, Eliseo, Niccolò, Andrea e buona parte del Clan Meraki nelle persone di Anna (per lei un grazie particolare per il servizio svolto), Thomas, Erika e Matteo hanno permesso ai ragazzi di vivere una significativa esperienza.

- “Mattia,e ilBranco della Roccia Azzurra quali avventure ha vissuto?”

- “I lupetti nel corso della loro settimana hanno passeggiato per i boschi e i borghi abbandonati di Frassaneit in cerca del ”Highlander”, hanno costruito castelli, spade, scudi e armature per sconfiggere il terribile Kurgan in una spietata battaglia finale.

- “Silvia com’è andata nel Clan…?”

- “Il clan è stato suddiviso per correre in aiuto degli impavidi Capi delle due branche e ha quindi affrontato un campo scoprendo la fatica e l’impegno nel dedicare il proprio tempo al servizio verso gli altri, cardine delle nostre attività serali e punto fondamentale della nostra Carta di Clan da poco scritta. Si è discusso di come dobbiamo far sì che il servizio sia quanto più spontaneo possibile e necessario non solo per chi ne beneficia, ma anche per noi che lo facciamo senza voler nulla in cambio. Ma poi si è ricompattato in una piccola uscita con cena alla trapper, con un bivacco di emergenza e veglia alle stelle un po’ umida, per concludere con le confessioni.

- “Irene e Adelchi, voi Capi Gruppo, impressioni?”

- “Neanche 2 chilometri, un impetuoso torrente e la pioggia hanno potuto dividere il Reparto dai Lupetti, dal Clan e dalla Comunità Capi, ci siamo infatti riuniti più volte per passare una serata tra bans e canti, o divisi in due ampi battaglioni, siamo andati alla ricerca della “bomba” tra i boschi di Tramonti di Sopra (senza perdere nessuno...forse!).

Sabato, ormai in dirittura d’arrivo, ci siamo riuniti per la S. Messa per poi pranzare tutti assieme ed infine domenica 19 agosto abbiamo concluso questa indimenticabile esperienza del campo di gruppo. Ora…aspettiamo i 50 anni!

È doveroso ringraziare tutta la Comunità Capi non solo per questo campo ma per il servizio fatto durante l’anno, tutti i cambusieri, la famiglia di Adelchi, Stefania, Raffaele, Elisa, Paola e Davideche ci hanno sempre sfamato, e don Davide che, nonostante la sua frenetica estate, è riuscito a dedicarci l’intera settimana!

La Comunità Capi

Loreggia 1

 20180818 tramonti

 

 

Anche quest’anno, un po’ tardi il 9 e 10 novembre 2019, noi scout ci siamo riuniti per l’apertura della attività 2019-2020.

Carichi e entusiasti per questo inizio di anno scautistico, dopo i saluti e gli urli iniziali del Reparto, ci sono venuti a trovare due personaggi un po’ particolari. Il Presidente Snow di Capital City e la sua bizzarra assistente Effie. Snow ha avvertito i nostri giovani “tributi” che la mietitura di quest’anno sarà molto importante e che per vincere l’ambito premio si dovranno sfidare a squadre. Le squadre erano sei e riportavano i nomi delle Beatitudini (il tema di catechesi dove il gruppo si confronterà quest’anno). Le squadre erano formate da lupetti/e, esploratori/trici e Rover/Scolte, mentre i saggi capi arbitravano i quattro giochi all’interno e quattro giochi all’esterno. Il pomeriggio ha visto un susseguirsi di squadre, dove bisognava fare emergere, tra gli altri valori, la cooperazione, un elemento fondamentale all’interno dello scoutismo.

 

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

Lo scopo era quello di vivere sulla propria pelle il cammino, non solo in senso figurato ma anche letteralmente. La fatica di certo non è mancata ma gli splendidi paesaggi di montagna le davano un significato importante e ne allietavano la fatica. Durante la strada si sono presentate molte difficoltà, ma con l'aiuto reciproco siamo riusciti ad affrontarle senza grossi problemi e a raggiungere le mete preposte ogni giorno (anche in anticipo!!).