2018 - CAMPO DI GRUPPO LOREGGIA 1

Ti EMi PodemoOsare

Ebbene sì abbiamo OSATO. Per festeggiare i 40 anni di scoutismo a Loreggia non sono bastati 3 giorni a maggio, quindi il nostro gruppo ha deciso di OSARE alla grande condividendo anche l’esperienza del campo tutti assieme dal 9al 19 di agostoin località Tramonti di Sopra!

Tema il TEMPO grande maestro di vita, vivendo giorno dopo giorno, nuove avventure nel tempo passato, presente e futuro.

- “Ma sentiamo dalla viva voce dei nostri capi Reparto Orizzonte”

-”Fabio, come avete proposto il Campo di Gruppo?”.

- “Non è bastato un guado impetuoso a fermare, o marginalmente arginare, la ricercadel “Flusso Canalizzatore” che 18 ragazzi hanno affrontato tra: tende rialzate (sopraelevate) e a terra, lavandini poco comodi, toilette in lamiera, caldo di giorno e freddo di notte, odore di piedi asfissiante, le gelide Pozze Smeraldine e vita gomito a gomito con affettuosissime zecche.Sono solo alcuni dei deterrenti che abbiamo citato ai ragazzi per dissuaderli dall’avventura in cui si stavano per spingere, ma non hanno mollato.”

- “Damiano, quali sono state le attività svolte?”

La voglia di stare assieme, divertirsi e fare fatica (un pochino solo) ha prevalso anche quest’anno. All’insegna della ricerca dei pezzi che avrebbero permesso a Doc e a Marty McFly, celebri protagonisti di “Ritorno al Futuro”, di far viaggiare nel tempo i ragazzi affrontando prove di ogni tipo. Dalla gara di cucina alla Trappeur nella preistoria, alle Olimpiadi nell’antica Grecia, dalle sfide a Bomba nella Seconda Guerra Mondiale, alla costruzione di razzi ad acqua nel futuro più remoto. E così tra cerimonie Indiane e fuochi di bivacco il clima tra i nostri ragazzi si è fatto sempre più felice, di collaborazione e, tanto che si è vista la voglia di stare assieme e di non lasciarsi fino alla massacrante sistemazione del magazzino.Nessuno ha lasciato gli altri a lavorare soli, ma tutti, seppur sfiniti hanno regalato quel poco di energia che rimaneva per dare una mano. Credo sia una delle scene più belle per noi capi, vedere la disponibilità che abbiamo dato tornare indietro come un boomerang e vederla esplodere nei ragazzi con gli occhi lucidi di fatica e di felicità per l’esperienza appena conclusa.

- “Francesca cosa rimane da dire?”

Grazie chi come Irene, Eliseo, Niccolò, Andrea e buona parte del Clan Meraki nelle persone di Anna (per lei un grazie particolare per il servizio svolto), Thomas, Erika e Matteo hanno permesso ai ragazzi di vivere una significativa esperienza.

- “Mattia,e ilBranco della Roccia Azzurra quali avventure ha vissuto?”

- “I lupetti nel corso della loro settimana hanno passeggiato per i boschi e i borghi abbandonati di Frassaneit in cerca del ”Highlander”, hanno costruito castelli, spade, scudi e armature per sconfiggere il terribile Kurgan in una spietata battaglia finale.

- “Silvia com’è andata nel Clan…?”

- “Il clan è stato suddiviso per correre in aiuto degli impavidi Capi delle due branche e ha quindi affrontato un campo scoprendo la fatica e l’impegno nel dedicare il proprio tempo al servizio verso gli altri, cardine delle nostre attività serali e punto fondamentale della nostra Carta di Clan da poco scritta. Si è discusso di come dobbiamo far sì che il servizio sia quanto più spontaneo possibile e necessario non solo per chi ne beneficia, ma anche per noi che lo facciamo senza voler nulla in cambio. Ma poi si è ricompattato in una piccola uscita con cena alla trapper, con un bivacco di emergenza e veglia alle stelle un po’ umida, per concludere con le confessioni.

- “Irene e Adelchi, voi Capi Gruppo, impressioni?”

- “Neanche 2 chilometri, un impetuoso torrente e la pioggia hanno potuto dividere il Reparto dai Lupetti, dal Clan e dalla Comunità Capi, ci siamo infatti riuniti più volte per passare una serata tra bans e canti, o divisi in due ampi battaglioni, siamo andati alla ricerca della “bomba” tra i boschi di Tramonti di Sopra (senza perdere nessuno...forse!).

Sabato, ormai in dirittura d’arrivo, ci siamo riuniti per la S. Messa per poi pranzare tutti assieme ed infine domenica 19 agosto abbiamo concluso questa indimenticabile esperienza del campo di gruppo. Ora…aspettiamo i 50 anni!

È doveroso ringraziare tutta la Comunità Capi non solo per questo campo ma per il servizio fatto durante l’anno, tutti i cambusieri, la famiglia di Adelchi, Stefania, Raffaele, Elisa, Paola e Davideche ci hanno sempre sfamato, e don Davide che, nonostante la sua frenetica estate, è riuscito a dedicarci l’intera settimana!

La Comunità Capi

Loreggia 1

 20180818 tramonti

 

 

Anche quest’anno, un po’ tardi il 9 e 10 novembre 2019, noi scout ci siamo riuniti per l’apertura della attività 2019-2020.

Carichi e entusiasti per questo inizio di anno scautistico, dopo i saluti e gli urli iniziali del Reparto, ci sono venuti a trovare due personaggi un po’ particolari. Il Presidente Snow di Capital City e la sua bizzarra assistente Effie. Snow ha avvertito i nostri giovani “tributi” che la mietitura di quest’anno sarà molto importante e che per vincere l’ambito premio si dovranno sfidare a squadre. Le squadre erano sei e riportavano i nomi delle Beatitudini (il tema di catechesi dove il gruppo si confronterà quest’anno). Le squadre erano formate da lupetti/e, esploratori/trici e Rover/Scolte, mentre i saggi capi arbitravano i quattro giochi all’interno e quattro giochi all’esterno. Il pomeriggio ha visto un susseguirsi di squadre, dove bisognava fare emergere, tra gli altri valori, la cooperazione, un elemento fondamentale all’interno dello scoutismo.

 

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

ROUTE, un’esperienza tutta nuova, iniziata giovedì 4 luglio 2019, attendeva il Noviziato Fenice del Loreggia 1: percorrere un tratto dell'Alta Via n° 1. Si tratta di un trekking nelle nostre meravigliose Alpi. 5 giorni di camminata passando per varie località come Passo Falzarego, Passo Giau, Città di Fiume, Lago Coldai, rif. Tissi, rif. Vazzoler e molti altri, con lo zaino sulle spalle come bagaglio e le tende come unico rifugio per dormire.

Lo scopo era quello di vivere sulla propria pelle il cammino, non solo in senso figurato ma anche letteralmente. La fatica di certo non è mancata ma gli splendidi paesaggi di montagna le davano un significato importante e ne allietavano la fatica. Durante la strada si sono presentate molte difficoltà, ma con l'aiuto reciproco siamo riusciti ad affrontarle senza grossi problemi e a raggiungere le mete preposte ogni giorno (anche in anticipo!!).

 

3 Agosto 2019. Il sole, fortunatamente, splende su Loreggia, e se a qualche malcapitato quel sabato mattina è toccata una levataccia non avrà potuto fare a meno di notare che la piazza della nostra ridente cittadina era stata invasa da una ventina di vigorosi giovanotti, totalmente ignari di cosa li avrebbe aspettati nei successivi 12 giorni di campo di Reparto. Eravamo noi Reparto “Orizzonte” che ci apprestavamo a raggiungere Schievenin, nel bellunese, dove ci saremmo lanciati all’avventura cucinando i nostri pasti solo con il fuoco, lavandoci sotto docce improvvisate e dormendo in solidissime tende.

Non penso tutti sappiamo quale sia il motto degli scout (o anche solo che ne abbiamo uno), è “Estote Parati”, espressione latina che significa “siate pronti”, ed infatti noi siamo SEMPRE pronti.

 

«Non siamo in un’epoca di cambiamento, ma in un cambiamento di epoca» - Papa Francesco

Quest’anno l’AGESCI (Associazione Guide e Scout cattolici italiani), ha deciso di mettersi in cammino nel percorso del discernimento perché  questo ‘cambiamento di epoca’ tocca molte dimensioni della vita dell’uomo sul pianeta e nella concreta esperienza di ciascuno di noi.

Nei giorni 16-17-18 marzo tutte le comunità capi d’Italia si sono messe in strada  per condividere il proprio vissuto, confrontarsi e attivare percorsi di discernimento personale e comunitario.

La co.ca di Loreggia ha iniziato il suo cammino sabato mattina partendo dalla parrocchia Sant’Antonino (TV) e  lungo il Sile ha iniziato riflettere, attraverso alcune domande,  sull’importanza della dimensione comunitaria nel processo di discernimento.  Arrivati a Treviso siamo stati accolti nella foresteria del seminario e qui dopo pranzo  abbiamo continuato le nostre riflessioni con l’aiuto di Don Flavio Schiavon, assistente della comunità teologica e il nostro Matteo che ci ha guidato nella comunità vocazionale.

Divisi per gruppetti,  attraverso la scoperta delle varie comunità del seminario abbiamo provato a cogliere quegli aspetti e quei particolari che richiamassero un elemento di discernimento.

Una volta ritrovati ci siamo confrontati negli aspetti ritrovati e nel significato delle parole  emozione/sentimento e desiderio/sogno. Abbiamo compreso come, nel processo di discernimento, il saper riconoscere i sentimenti e i desideri sia un’altra condizione necessaria, come necessaria è la riflessione sulla realtà e il tempo a cui apparteniamo (chi, dove e con chi siamo stati e  chi dove e con chi siamo). Un ultimo aspetto da prendere in considerazione e forse il più importante è capire “chi ci manda” nel nostro operato.

Alla sera dopo un po’ di fuoco serale abbiamo partecipato a una veglia nei luoghi più suggestivi del seminario. Attraverso alcuni passi degli Atti degli apostoli abbiamo capito che Gesù ci ha dato un mandato e ci ha affidato i ragazzi perché, attraverso gli insegnamenti dello scautismo, ne abbiamo cura e li accompagnamo nel loro percorso di crescita.

Nella giornata di domenica di siamo trasferiti a Possagno dove ci siamo incontrati con tutte le comunità capi in cammino della zona di Castelfranco Veneto. Come zona ci siamo impegnati in un progetto per trasmettere ai giovani un messaggio sulla bellezza della vita, così ogni co.ca ha pensato a dei mini video per dare una motivazione sul perché #lavitaèunafigata. Dai vari video ne verrà montato uno unico da trasmettere poi attraverso i vari canali per raggiungere quanti più ragazzi possibile.

L’attività si è conclusa con la messa al tempio di Possagno e un pranzo ristoratore.

Un grazie al seminario di Treviso per averci ospitato,  a Don Flavio Schiavon per averci accompagnato in questa parte di cammino, a Matteo che ci ha testimoniato con la sua esperienza il significato del discernimento. Un grazie ai capi che si mettono continuamente in discussione e formazione ma un grazie in particolare va ai nostri ragazzi e ai loro genitori che ci danno fiducia e credono in questo grande gioco che è lo scautismo.

Buona strada

Irene

40ennale 6