Carissimi amici, come si avvicina il Santo Natale contempliamo più da vicino il grande mistero del Figlio di Dio che si fa uomo come noi in tutto eccetto che nel peccato. Egli assume tutti noi nella sua natura umana e ci unisce alla sua natura divina. NELLA SUA MORTE TUTTI NOI MUORIAMO CON LUI E NELLA SUA RESURREZIONE TUTTI NOI RISUSCITIAMO CON LUI. Questo non è solo un mistero da contemplare, ma è la nostra vita di ogni giorno, in particolare la vita del missionario. Il missionario si incarna nella cultura del popolo tra cui è  mandato, assume tutto quello che c’è in questa cultura eccetto il male, soffre col popolo che soffre e spera nella soluzione di tutti i problemi nella resurrezione finale.

Nell’ultima lettera (Pasqua 2017) vi raccontavo del bambino di sette anni, Beer,  che non andava a scuola e che era spesso cacciato da casa dal padre drogato... Dopo tanti tentativi e, anche con l’aiuto della polizia, siamo riusciti a portarlo nel centro “Comunità  Incontro” dove può vivere una vita più normale.

Da tre mesi abbiamo accolto alla missione un ragazzo di 17 anni che si drogava e vendeva la droga da quando era molto piccolo. Nell’ultima lettera vi raccontavo che suo padre è in prigione per omicidio, sua madre per spaccio di droga e suo fratello per tentato omicidio. Questo ragazzo che chiamo Kof, ma non è il suo nome vero, si sta riabilitando e mi ha aiutato a scoprire altri casi simili al suo; con lui proprio ieri, 30 Ottobre, siamo stati a trovare un suo amico nella prigione per minori.

Few è un bambino di dieci anni che da alcuni mesi vive qui in parrocchia perché dopo la morte del papà la mamma si è messa insieme con un altro uomo, che ha già una moglie, e non vuole i due figli della nuova moglie in casa. Il bambino più piccolo di sette anni l‘abbiamo mandato nel Centro San Martino per bambini in difficoltà e Few è qui con me in parrocchia perché non vuole andare in nessun altro posto e non vuole andare a scuola. Vorrei dire tante cose di questo bambino: soprattutto la sua disillusione sulla famiglia che ama moltissimo... ma immaginate voi... Qui in parrocchia ospitiamo anche due alcolizzati che un mio amico mi ha portato da tre mesi. Mi aiutano a tener cura dell’orto, ma spesso ricadono perché qualche amico li viene a trovare con una bottiglia di alcol... allora sono problemi.

Al nord nella nostra missione di Mae Chan, Chiangrai dove il Padre Agostino Rachata è parrocco e dove vivono dieci ragazzi sostenuti dall’Associazione “Un Ponte Sul Mondo” di Vicenza, venti ragazzi sostenuti dall’Ufficio Missionario della Diocesi di Udine, quaranta dalla Caritas di Parma, settanta dal Centro Missionario del Pime di Milano, venti da APT Abbiategrasso, quindici dal Laboratorio Missionario di Lecco e altri ragazzi sono sostenuti da benefattori e amici della missione.

Questo è un aiuto indispensabile che i sostenitori a distanza danno a questi bambini ...la scuola è la porta per un futuro migliore. A nome loro io e di P. Agostino Rachata ringraziamo tutti i benefattori e assicuriamo loro delle nostre preghiere e delle preghiere di tutti questi bambini.

Ogni azione buona aumenta la speranza nella resurrezione.

Buona Natale a tutti voi!

Padre Adriano Pelosin

 

Quito (Equador), 7 aprile 2017

Cari Amici,

domani vigilia della Domenica delle Palme il vescovo di Esmeraldas va a benedire la prima grande tappa dei lavori che sta per concludersi. Io non ci saró perché da tre giorni ho dei forti dolori alla spalla sinistra che mi stanno passando solo ora per l’ottimo intervento di un medico cubano. In che consiste questa prima tappa?

Carissime sorelle, amici e benefattori, in questi inizi del nuovo anno vi raggiungiamo per rinnovare l’augurio di pace e gioia nel Signore.

Dopo un anno di incertezze sembra che per la nostra gente sia arrivato il momento di guardare in avanti con speranza. Infatti il presidente, nel suo discorso di inizio del nuovo anno, ha dato segnali di apertura alla comunità internazionale e si spera che vengano revocate le sanzioni inflitte.

Pasqua 2017 - Pathumthani 13 Febbraio 2017

Carissimi Amici, Incomincio oggi a scrivervi questa lettera per non trovarmi troppo occupato prima della Santa Pasqua che quest’anno cadrà il 16 di aprile. Spero che tutti voi siate in buona salute ma soprattutto pieni di fiducia in Dio che ci ama. Io ringrazio il Signore per la buona salute, per i 71 anni che compirò il primo di marzo e per tante attività missionarie che il Signore mi chiede di fare. Il 19 di Marzo sono stato rieletto dalla Società Missionaria Thailandese come superiore per altri 6 anni. Quest’anno abbiamo 17 preti membri, due preti associati e 10 candidati in seminario maggiore. Il 6 marzo andrò a Taiwan per concordare con il vescovo di Hunshu di aprire una nuova missione in quella diocesi. Incrementeremo anche la missione in Laos e in Cambogia. Qui nella parrocchia di San Marco in Pathumthani abbiamo aperto due piccoli centri in mezzo alle baraccopoli di Wat Sake e di Lat Lum Keo e il 15 Marzo apriremo un altro piccolo centro a Wat Prai Fa per assistere i bambini e gli anziani semi-abbandonati; i genitori dei bambini sono in prigione per spaccio di droga furto e omicidio.

Cari amici,

oggi mi sono preso un bel giorno di riposo sopratutto perchè ne sentivo il bisogno, poi per ripensare un po' a quello che da un certo tempo vi sto scrivendo, Alcuni di voi mi domandano riflessioni, punti di vista sulla realtà sociale e politica dell'Ecuador e, forse, un bilancio sui primi due anni di presenza in questo paese.