6 ottobre: la chiesa questa volta era davvero gremita alla messa delle 11.00 per salutare don Leone che celebrava la sua ultima messa a Loreggia in qualità di parroco, dopo 14 anni di servizio pastorale. C’erano non solo adulti, ma anche i ragazzi del catechismo, degli scout, dell’AC e soprattutto famiglie con i figli che in questi anni hanno frequentato la scuola materna   e si sono accostati ai primi sacramenti. Si è respirata proprio la commozione per un “addio” tutto sommato inatteso, data l’energia e lo spirito ancora forti in don Leone, nonostante gli anni siano quelli canonici per la quiescenza.

Carissimo don Leone,

È arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti per questi 14 anni di servizio pastorale davvero intensi e pensiamo anche faticosi in alcuni momenti.

Non deve essere stato facile passare dal seminario alla parrocchia, dall’insegnamento teologico in qualche modo specifico e settoriale, alla responsabilità di una pastorale che abbraccia tutte le realtà della vita con la sua complessità di persone e di situazioni. Eppure, l’ha fatto egregiamente, con prudenza all’inizio e quindi con saggezza e poi con sempre maggiore sicurezza. All’inizio con l’abito un po’ del professore, ma poi sempre di più con quello del pastore che conosce e comprende le sue pecore, via via sempre più attento all’importanza della relazione umana.

Le basi dottrinali non le mancavano certamente, ma è stata ammirevole la capacità di tradurre e trasmettere con chiarezza e anche, potremmo dire, con umiltà il messaggio evangelico, attento più a proporre che a imporre, nello stile di Gesù. Ma il suo indirizzo è sempre stato chiaro (nonché deciso).

Oggi che ci saluta, sentiamo il dovere di ringraziarla per l’uomo, il sacerdote, il parroco che è stato, anche se i tre aspetti non sono separabili tra loro.

Carissimo don Antonio, benvenuto!

Benvenuto nella nostra comunità. La accogliamo con la gioia che viene dalla fiducia nel Signore che, in questo momento della nostra storia umana, civile ed ecclesiale di Loreggia, ci ha affidato lei, proprio lei, come pastore. Nulla avviene per caso nell’ottica del credente, ma corrisponde ad un disegno di salvezza personale e comunitario. Ringraziamo dunque il Signore del dono della sua nuova presenza. Un grazie sincero va al Vescovo mons. Gardin che l’ha scelto e nominato, al delegato per la pastorale (mons. Mario Salviato), che ce l’ha presentato, al vicario foraneo (mons. Giorgio Marangon), al coordinatore della Collaborazione Antoniana (don Claudio Bosa) e a tutti i numerosi sacerdoti che l’hanno accompagnato   in questo solenne ingresso, tra cui anche don Giovanni Marcon nuovo cappellano della Collaborazione. (a Don Aldo, un pensiero particolare, come pure a don Leone che sicuramente sta pregando per lei e per noi).

Festa grande a Loreggia, domenica 13 ottobre, quando alla messa delle 11:00, accompagnato dal delegato del vescovo, mons. Mario Salviato, e da numerosi sacerdoti del vicariato, don Antonio Cusinato ha fatto il suo solenne ingresso nella nostra Parrocchia. Come di consuetudine in queste occasioni, ad accoglierlo alle porte della chiesa il Sindaco, Fabio Bui, per il saluto di benvenuto. Egli ha ricordato che il nostro è un  paese forte di una storia e di una tradizione non solo cristiana, ma anche civile e culturale, con sacerdoti che hanno sempre contribuito, attraverso una collaborazione costruttiva con l’Amministrazione, a far crescere moralmente e  socialmente il nostro Comune. Il Sindaco ha rivolto in particolare l’invito al nuovo parroco ad  avere a cuore i giovani, la loro formazione ed educazione al valore del bene comune,  fine condiviso sia dall’Amministrazione che dalla Parrocchia.

Come era previsto, nella riunione di giovedì scorso, il direttore della Caritas diocesana d. Davide Schiavon ha presentato il progetto“ Un rifugiato a casa mia” organizzato dalla Caritas diocesana. Nella discussione che ne è seguita, il CPP ha ritenuto opportuno far propria questa proposta. Se quindi troveremo un gruppo di persone disposte ad accompagnare l’inserimento di alcuni di questi immigrati, porteremo avanti questa iniziativa, senza dimenticarci di informare e condividere il cammino con tutta la comunità.