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Dalla missione scrivo a voi



Da Vita Parrocchiale 4-2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco   
Martedì 19 Ottobre 2010 13:33

E’ arrivata in questi giorni una lettera di P. Renzo Pallaro: è contento perché è tornato a lavorare nel “campo”, dove la messe è molta.
Carissimi, vi porgo anzitutto i miei più sinceri e cordiali saluti di pace e bene nel Signore. Grazie a Dio, godo ottima salute e spero che sia così anche di tutti voi. Vi scrivo queste poche righe per ringraziarvi tanto della vostra ultima offerta che mi avete mandato: ho già ricevuto i soldi e non mi mancano le occasioni per utilizzarli.
Da alcuni mesi mi trovo nel mio nuovo lavoro in una parrocchia alla periferia di Lima tra i più poveri della città. Dopo aver lavorato 22 anni nella formazione dei teologi dei Missionari comboniani, si è compiuto il mio sogno di ritornare alla evangelizzazione diretta; prima vi dedicavo 2-3 giorni alla settimana e adesso sono a tempo pieno.
Sono molto felice e ogni mese che passa mi sento sempre meglio e più sicuro. La parrocchia è grande: i miei compagni di lavoro mi dicono che si tratta di quasi centomila persone; la parrocchia è divisa in 18 centri con piccole comunità. Il lavoro pastorale è enorme: siamo in 4 sacerdoti aiutati da tanti laici generosi e responsabili. L’impegno pastorale è complicato e complesso: cerchiamo di fare il nostro meglio. In ogni modo mi sono sentito molto bene fin dall’inizio e mi sento ringiovanito. Quello che ci preoccupa di più è la violenza che ci circonda. Ci sono molti disoccupati e troppi vivono rubando e assaltando: è toccato anche ad uno dei miei compagni, che è stato derubato di tutto, ma per fortuna non è stato ferito. In ogni modo sentiamo che il Signore ci accompagna sempre e che sta facendo meraviglie in mezzo ai poveri. Le comunità cristiane sono molto vive e ogni giorno vediamo dei veri miracoli del Signore. Vi ringrazio tanto delle preghiere che fate per noi missionari ed io sento ogni giorno che sono efficaci. Di nuovo grazie per l’ultima vostra offerta e rimaniamo sempre uniti nella preghiera.

Che il Signore vi benedica sempre! Attentamente.
P. Renzo Pallaro

Da Fianga (CIAD) don Stefano Bressan scrive una lunga lettera: ne riportiamo una parte.
Un carissimo saluto. Spero di trovarvi tutti bene alla fine di questo mese di agosto. Ecco un “frammento di vita”. Charles è il figlio di Buba, il direttore del Centro di formazione agricola e cristiana di Gouiou, nel quale 9 coppie stanno condividendo due anni di vita. Carletto lo chiamiamo noi, perché è ancora un bambino di circa 6 anni. Il giorno di Santo Stefano nel dicembre 2008, maneggiando una lampada a petrolio, in casa, vicino la sua stuoia, il fuoco è divampato e lo ha avvolto intorno alla vita. Carletto è rimasto ustionato in modo grave nella zona del corpo che va dall’ombelico fino alle ginocchia. I vestiti sintetici, che portano quasi tutti qui, non hanno fatto che peggiorare il danno sulla pelle. Per questo bambino è iniziato il tunnel della sofferenza durato almeno 4 -5 mesi. Carletto non parlava più, non rideva più, solo ogni tanto qualche lacrima gli scendeva sulle guance segno del dolore fortissimo della pelle ustionata e in seguito della pelle che si ricostruiva su un corpo immobile, dunque tesa e poco elastica. Fino a 5 mesi Carletto non riusciva a mettersi dritto, in piedi, ma sempre e solo piegato in due, per non tendere troppo la pelle della pancia. Così camminava a 4 zampe. I suoi genitori e i suoi fratelli e sorelle gli sono stati vicini, come anche il gruppo delle persone che vive a Gouiou. Antibiotici nella prima fase per evitare l’infezione e poi cure tradizionali, che consistono nel polverizzare la corteccia di un albero (dal legno rosso molto resistente) e poi spalmarla sopra la pelle ustionata.
Ora Carletto è guarito ed la sua vita ritornata ad essere normale, come tutti gli altri, sorridente, libero nei movimenti, nella comunicazione. Un giorno, quando le cose erano ancora critiche, gli ho portato una scatola di colori e un album di disegni da colorare che mi erano giunti dall’Italia dentro uno dei numerosi pacchi: era una delle poche attività che poteva svolgere nella sua immobilità. Carletto ha apprezzato tantissimo questo regalo e non si è mai dimenticato….fino a sabato scorso quando, finalmente, insistendo con il papà è riuscito a darmi uno dei suoi polli per dirmi il suo grazie. Anche in questo caso la sua generosità ha ampiamente superato la mia. Lo accolgo come uno dei tanti piccoli segni che ci fanno toccare con mano il Regno di Dio in mezzo a noi. Buba dice che suo figlio è molto bravo nel disegno, riesce meglio degli altri in questo campo.
Grazie per la vostra amicizia e vicinanza. Anche nel silenzio, e forse ancora di più, ci sosteniamo a vicenda. Buon cammino a ciascuno.

Don Stefano

Fr. Pietro Perusin, appena tornato nella missione di Esmeraldas (Ecuodor), ha
inviato una e-mail ringraziando per l’aiuto dato per assistere e curare i loro poveri
anziani: essi ci ricorderanno ogni giorno nella recita del Rosario.

 
Da vita parrocchiale 3-2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco   
Domenica 05 Settembre 2010 21:38
Dalla missione diocesana di Fianga (Ciad) scrive una lunga lettera don Stefano Bressan; ne riportiamo una parte.
Carissimi, voglio condividere una bricioladella festa che abbiamo vissuto
domenica di Pasqua, 4 aprile, in occasione dei battesimi di 51 catecumeni.
La durata del cammino per diventare cristiani è non meno di 4 anni e mezzo, ma qualcuno ci mette anche 6-7 anni….immaginate voi la gioia e la soddisfazione per coloro che riescono ad arrivare alla meta! La composizione è mista: dai giovani di 18 anni fino agli anziani. La maggior parte sono donne, molte delle quali con bambini piccoli al seguito…. La festa è davvero grande e si manifesta in danze e canti, con la partecipazione massiccia di cristiani e non, negli abiti bianchissimi per i neofiti, coloratissimi e sontuosi per gli altri. In questi momenti scatta qualcosa di straordinario: un’aria in cui si percepisce che qualcosa di grande è avvenuto; per questo vale la pena di esprimere al massimo questa gioia, anche nella durata dei canti e con la danza. I neofiti non riescono a stare al loro posto, ma ad ogni canto escono e cantano con il volto gioioso.. Di certo questo resterà un giorno unico, anzi un tempo speciale, proprio grazie al coinvolgimento della comunità. Abbiamo più volte chiamato per nome ciascuno di loro, sottolineando come ciascuno sia importante e prezioso per il Signore. Si tratta di un aspetto un po’ in ombra nella cultura tradizionale africana che attribuisce un valore enorme al gruppo familiare, etnico…Chissà che cosa siamo riusciti a risvegliare dentro di loro… Mi piace pensare, e ne sono certo, che la festa di Pasqua sia stato un momento di trasfigurazione, probabilmente raro dentro a questo difficile ambiente di vita. Come è stato per Gesù e i discepoli sul monte, è un momento che nessuno può fermare, né prolungare troppo, perché ben presto si rientra nella quotidiana lotta della vita, dove ogni giorno è da vivere a testa bassa, faticando dall’alba al tramonto, se sei donna. Ma che resterà nella memoria di tutti noi, come un anticipo di quella Gioia!
BUONA RESSUREZIONE!
Don Stefano
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Da Sanza Pombo (Angola), Sr. Rosalia Scoizzato ci invia una lettera che fa riflettere.
Carissimi, con la vostra generosità, il vostro aiuto, la vostra solidarietà, mi aiutate ad amare di più la vita, ogni vita, ad amarla meglio e ad amare le responsabilità che la vita mi mette davanti.
L’arte di vivere l’amore “con” amore mi e ci stimola a servire meglio la vita di ogni essere umano che incontriamo in questo mondo, sano o malato che sia.
In questi anni del dopo guerra, qui in Angola, sta crescendo l’oscurità provocata dalla fame, dal dolore, dal tribalismo, dalla povertà, dalla violenza, dalla droga, dalla visione distorta della sessualità. Si da poca importanza alla formazione della persona umana mediante la scuola, l’educazione morale e civile e avvio al mondo del lavoro. Le bambine/ragazzine sono spesso maltrattate da schiavitù tradizionali e private di ogni conoscenza della dignità personale; sono legate a culture di feticismo o di altre consuetudini schiaviste.
Il nostro compito come religiose è quello di impegnarci nel campo dell’istruzione, della salute e dello sviluppo umano, anche se chi domina nel Paese è un partito politico che si dichiara (?) a favore dei poveri… e intanto i suoi rappresentanti si stanno arricchendo in maniera esagerata.
La corruzione sociale della classe dirigente sta raggiungendo vertici impensabili. Le costruzioni e le ricostruzioni di edifici e di strade stanno impedendo la visione del terribile dramma dei poveri, che vivono nei villaggi dimenticati e abbandonati da tutti. L’acqua potabile, la luce elettrica, un mezzo di trasporto dignitoso e sicuro, l’accesso ad un posto di salute, una scuola per bambini, una ambulanza, ecc…sono utopie per la maggior parte della popolazione che vive fuori della capitale o dei centri delle grandi città.
Noi come persone umane, cristiane e, soprattutto religiose, ci impegniamo a lavorare e a servire questa parte di umanità povera e sofferente, con spirito di carità, misericordia e speranza, sicure che, investendo tempo ed energie per il bene di tutti, compiamo l’unica opera di giustizia per la quale vale la pena di vivere, sapendo che si può diventare veri amici dell’uomo solo quando si è veri amici di Dio.
A tutti il mio e nostro grazie più sincero e riconoscente. Un saluto e un ricordo particolare a don Leone e a don Aldo con la preghiera di ricordarci al Signore e di benedirci. Grazie!

Sr. Rosalia Scoizzato
Indirizzo: Sr. Rosalia Scoizzato c.p. 2097 LUANDA (Angola)

 

Da Bergamo Sr. Anna Pia De Marchi scrive ai volontari della “raccolta ferro”
Carissimi, a tutti dire grazie non basta; vado subito alla parola di Gesù in “venite benedetti dal Padre mio a prendere possesso del Regno preparato per voi da tutta l’eternità, perché quanto avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me…”. Ho ricevuto il generoso dono di 1200,00 euro, frutto della “raccolta ferro” e ho avuto un momento di profonda commozione… poi ho fatto un volo con la mia mente in varie stazioni missionarie del Terzo Mondo, da dove ricevo notizie e richieste di aiuto. E’ sempre il gesto di Gesù che prende forma nel volto di chi soffre e tende la mano elemosinando amore: Uganda, Congo, Messico, Betania, Palermo, in quel centro storico dagli edifici diroccati dal tempo dell’ultima guerra, che sono affollati da immigrati che soffrono assai, ecc…
La realtà è che il vostro amore concreto, tradotto in questo dono, rallegra il cuore di tante creature, nostri fratelli e sorelle, amati dal Signore: mamme, bambini, anziani soli e emarginati, immigrati, ecc…Vi assicuro che tante consorelle nelle varie missioni, ed io con loro, ripetiamo e cantiamo il nostro grazie ogni giorno in preghiera intensa e riconoscente. La preghiera per voi e per quanti vi stanno a cuore viene innalzata a Dio ogni giorno nella S. Messa. Vi stringo tutti carissimi nell’Eucarestia, pensandovi uno ad uno con le vostre famiglie; tengo la fotografia del Gruppo nel mio messalino: l’ho ritagliata dal Bollettino Parrocchiale. Uno specialissimo grazie ai generosi volontari che hanno fatto la “raccolta ferro”. Anche a loro auguro tutto il bene possibile. Carissimi “missionari a distanza” di nuovo grazie e saluti cari.

Sr. Anna Pia
Indirizzo: Sr. Anna Pia De Marchi via Piccinelli 3 24125 BERGAMO

 

Dall’Argentina Sr. Giacomina Cagnin scrive che è stata temporaneamente in un’altra missione per sostituire due consorelle in vacanza in Italia: si è dedicata alla pastorale degli ammalati e anziani. Ora in parrocchia hanno iniziato un’altra missione in un barrio (quartiere) di persone povere e lontane dalla Chiesa. Ha ricevuto i soldi per le adozioni a distanza e della “raccolta ferro”. Ringrazia e saluta tutti.

 
Da vita parrocchiale 1-2010 PDF Stampa E-mail

 

Sono diversi i biglietti e le lettere di auguri pervenuteci dai nostri missionari in questo tempo natalizio.

 

Da Piricicaba (S. Paolo Brasile) il Vescovo Dom Fernando Mason ci augura di riscoprire l’amore appassionato di Dio per l’uomo.

 

Da Ponte di Brenta Sr. Ezelaria Mazzonetto augurandoci pace, serenità e gioia ci informa che ha consegnato il nostro contributo alla consorella Sr. Flora, che in Argentina si prende cura di bambini di famiglie indigenti.

 

Da Bergamo Sr. Anna Pia De Marchi augura ai suoi loreggiani tutto il bene possibile; informa che ha “diviso il nostro dono di 1000 euro in tante fette e trasformato in gioia per varie situazioni di fratelli piccoli, malati, ecc…”

 

Da Gulu (Uganda) le consorelle di Sr. Alfreda Tessaro, deceduta poco più di un anno fa, ci augurano di “cercare e scoprire Gesù nel volto spaurito degli oppressi, nelle membra dei sofferenti, nella solitudine degli infelici, nell’amarezza degli ultimi della terra”

 

Da Sanza Pombo (Angola), Sr. Rosalia Scoizzato scrive:
Carissimi amici, colgo l’occasione per presentare a ciascuno di voi, alle vostre famiglie e a tutti gli amici dei missionari i miei migliori auguri per un Natale sereno e per un felice e prospero 2010. Ringrazio il Signore per la vostra sensibilità a beneficio della nostra missione. Ora stiamo andando un po’ meglio: la macchina nuova è una meraviglia, i pannelli fotovoltaici stanno per essere collocati (nota della redazione: sono stati montati in questi giorni), l’acqua della fonte è abbondante per tutto il villaggio e non solo… Come non chiedere al Signore che vi ricompensi largamente e vi benedica? Ora ci rimane la casa da ristrutturare e da …aggiustare, perché la guerra ha lasciato grandi segni su di lei, ma siamo sicure che la Provvidenza non ci abbandonerà, perché tutto è e sarà a beneficio delle bambine orfane e “…feticeiras” (piccole streghe). Abbiamo tante domande di bambine, ma per ora non possiamo prenderne di più perché lo spazio è ridotto e piove all’interno. Abbiamo un progetto ed anche una prima offerta, ma per ora non è sufficiente. Abbiamo rivolto la nostra richiesta anche all’Ambasciata italiana, speriamo… Per ora ringraziamo il Signore del “molto” che abbiamo. Buon Natale e felice 2010.

Sr. Rosalia
 


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